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Matteo Messina Denaro, la scoperta nel covo: cosa hanno trovato di importante

  • Italia

Proseguono le indagini dopo la cattura del boss Matteo Messina Denaro finito in manette dopo 30 anni di latitanza. Gli investigatori hanno individuato due covi dove si rifugiava il boss di Castelvetrano. Il primo si trova a Castelvetrano ed è la casa intestata a Andrea Bonafede in vicolo San Vito a Campobello di Mazara: All’interno dell’appartamento non sono state trovate armi, come apprende l’Adnkronos, mentre i carabinieri hanno trovato molti abiti di lusso, firmati, diversi profumi, anche questi di lusso, e un arredamento definito “ricercato”.

Il boss avrebbe avuto, durante la sua latitanza, anche dei rapporti sessuali. È quanto si evince dai profilattici trovati nell’appartamento, insieme con delle pillole che aiutano le prestazioni sessuali. Nei giorni successivi alla cattura è stato trovato un secondo covo di Matteo Messina Denaro: si tratta di un bunker sempre a Campobello di Mazara che si trova a 300 metri dal primo. Si tratta di una stanza nascosta all’interno di un immobile al piano terra. Dalle prime indiscrezioni, sarebbe una stanza vissuta, con tracce anche recenti.

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messina denaro terzo covo e un libro mastro


Matteo Messina Denaro, individuato il terzo covo e un libro mastro

Nel secondo covo è stato anche trovato il libro mastro del boss: un taccuino di Matteo Messina Denaro da cui emergerebbe una rete di relazioni del capomafia in fuga per 30 anni. Non si sa ancora molto del contenuto, che dovrà essere decifrato, ma per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un ‘reperto’ molto importante.

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Individuato un terzo covo del boss Matteo Messina Denaro, sempre a Campobello di Mazara, nel Trapanese. Questa volta a trovarlo sono stati gli uomini della Polizia. Isolata tutta la zona. Si tratta di un appartamento, vuoto, in cui il boss abitava prima di trasferirsi nella casa di vicolo San Vito, sempre a Campobello. La Polizia di Stato è riuscita ad arrivare al covo attraverso chi gli ha fatto il trasloco, come apprende l’Adnkronos, per andare nella casa in cui ha vissuto fino a pochi giorni fa. Se n’è andato da quella abitazione ai primi di giugno.

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Infine il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ha dichiarato: “Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. È depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Nel frattempo la Corte d’assise d’appello a Caltanissetta ha deciso di rinviare il procedimento al 9 marzo per consentire all’avvocato di fiducia dell’imputato, Lorenza Guttadauro, di essere presente.


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