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Stefano Tacconi oki macchina come sta

“È successo appena sceso dall’auto”. Stefano Tacconi, parla ancora il figlio Andrea. Le sue condizioni

  • Sport

Torniamo a parlare di Stefano Tacconi. L’ex sportivo si trova ancora in coma, in condizioni tutt’altro che positive, ma quantomeno stabili. A parlarne è ancora il figlio Andrea al Corriere della Sera. Il 24enne, fa un po’ di chiarezza nel raccontare quei terribili minuti che hanno preceduto l’ischemia e delle condizioni attuali. “È in coma farmacologico – dice il ragazzo – Dopo l’emorragia cerebrale ha subito un intervento che è andato bene. Ora bisogna aspettare, vedere come reagisce il fisico”.

E ancora Andrea: “I medici dicono che c’è stato un leggero miglioramento, ma sono cose lunghe”. Come racconta il figlio di Tacconi, c’è stato qualche segnale incoraggiante: “La cosa che mi dà speranza è che l’ho visto colorito in faccia, ha mosso un po’ gli occhi e gli arti. Lui fisicamente è una roccia”. Come sappiamo, Stefano Tacconi è ricoverato ad Alessandria, seguito dai primari di Neurochirurgia e di Terapia Intensiva.

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Stefano Tacconi, ecco cosa è successo quella maledetta mattina

“La situazione è ancora stazionaria – hanno spiegato i medici -. Tacconi è farmacologicamente sedato, ma ha dato qualche segno di gesto finalistico (come il movimento degli occhi, ndr). Il percorso sarà ancora lungo e i prossimi giorni saranno determinanti per capire l’andamento della situazione”. Da quello che si sa, sembra scongiurata una seconda emorragia, dopo la prima causata da un aneurisma, “che sarebbe potuta essere fatale”.

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Tutto merito dell’intervento velocissimo dei sanitari. Il 65enne, come è oramai noto, si è sentito male sabato scorso. La sera prima aveva partecipato a un evento benefico ad Asti. “La mattina si è alzato dicendo che aveva un po’ di mal di testa – è la ricostruzione del figlio -. Ha fatto colazione, ha preso un Oki”.

Racconta ancora: “Non ha mai avuto niente, non ci siamo allarmati. Un paio di ore dopo, è sceso dalla macchina ed è crollato all’improvviso. Per fortuna i soccorsi sono arrivati subito”. A quel punto il ricovero d’urgenza e le manovre dei medici che gli hanno letteralmente salvato la vita. In questi casi infatti, la celerità può significare vita o morte. Per Stefano Tacconi le cose, almeno per il momento, sono andate bene.

“È successo qualche ora fa”. Stefano Tacconi, il figlio: come sta dopo l’emorragia cerebrale


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