“Nessuno mi ha creduto”. Massacro di Padova, lo strazio della mamma di Francesca e Pietro, i due ragazzini uccisi dal padre. Cosa è successo

48 ore dopo il massacro di Francesca e Pietro, i bimbi di 15 e 13 anni uccisi dal padre Alessandro Pontin parla la mamma. Sono parole strazianti quelle che la donna affida a Repubblica in una lunga intervista. Piegata dal dolore, dalla rabbia e dalla frustrazione che qualcosa si sarebbe potuto fare. “Alessandro era un violento, non lo era stato mai con i bambini ma come da subito – racconta al quotidiano -. Ho segnalato, ho denunciato ma per le forze dell’ordine evidentemente non era abbastanza”.

Un’accusa pesantissima mentre emerge un quadro drammatico degli ultimi minuti dei suoi bambini. È cominciato tutto lì, probabilmente all’alba, quando il loro papà si è svegliato. Ogni scia di sangue suggerisce una sequenza di quella feroce aggressione. Ai suoi ragazzi ha assestato i primi colpi alla gola, non è riuscito a finirli. I ragazzi sono riusciti a trascinarsi terrorizzati e increduli fuori dalla camera, già feriti, un tentativo di corsa disperata verso la porta d’ingresso per scappare, chiedere aiuto, salvarsi da quei colpi mortali. Continua dopo la foto


“Nutriva una rabbia profonda perché io mi sono rifatta una vita giusta, con un nuovo compagno. I ragazzi stavano benissimo qua con noi mentre, invece, non erano sempre contenti di andare lì da lui. La vita scorreva bene qui, molto meglio di prima. Dopo la separazione non mi ha dato quasi nulla: cento euro di qua, cento di là. Mai un bonifico fisso, mai un’entrata su cui potessi contare, al di là del mio stipendio da infermiera”, racconta ancora la mamma. Continua dopo la foto

E aggiunge: “Diceva che non ne aveva soldi e poi ho scoperto che è andato in viaggio in Australia, in Spagna, in Portogallo. Era discontinuo, non rispettava gli obblighi inseriti nella sentenza. Vedeva i figli due giorni e poi saltava tre settimane, un altro giorno e poi spariva. A un certo punto è tornato dicendo che voleva vederli in maniera stabile. E così abbiamo fatto. Ma soldi ancora niente”. Continua dopo la foto


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Un rapporto in cui era entrata indirettamente anche la nuova compagna di Alessandro: “Mi ha detto che è un padre perfetto e che io sono una brutta persona. Diceva che con la querela lo volevo soltanto incastrare”. Adesso resto il dolore e un’immagine scolpita nella mente dell’ultimo momento in cui ha visto i suoi piccoli: “Era Sabato pomeriggio, quando li ho accompagnati a casa del padre, l’assassino che nessuno ha fermato e che me li ha portati via per sempre”.

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