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“Un gesto ignobile”. Choc al cimitero, la scoperta sulla tomba del simbolo della lotta al Covid

  • Italia

Jesolo, profanata la tomba di Silvia Lucchetta. Una notizia choc per l’intera comunità e profondo dolore per l’oltraggio della memoria della nota infermiera di 49 anni, il cui nome è diventato emblema del sacrificio di medici e sanitari durante la pandemia. In seguito alla profanazione della tomba, il padre di Silvia ha avuto un malore.

In seguito alla notizia della profanazione della tomba di Silvia Lucchetta, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia così si è espresso: “Se una società rischia di arrivare a presidiare i cimiteri è bene che si interroghi sul suo futuro. Sono convinto, però, che la pressoché totalità dei veneti sia d’accordo con me nel condannare senza se e senza ma quanto accaduto a Jesolo”.

Jesolo Silvia Lucchetta 49 anni profanata tomba


“La profanazione della tomba di Silvia Lucchetta è un gesto ignobile, compiuto da persone senza cuore, prive di scrupoli, a cui non può essere concessa alcuna scusante”. Il presidente della Regione conclude: “Esprimo tutta la mia vicinanza ai familiari che già provati da un così grave lutto hanno dovuto subire anche il dolore dell’oltraggio della memoria di Silvia e il furto degli oggetti lasciati sulla sepoltura”.

Jesolo Silvia Lucchetta 49 anni profanata tomba

“Quanto avvenuto è inconcepibile e odioso. Spero che i responsabili siano chiamati presto a rispondere di un simile atto e di una simile vigliaccheria”. Sulla lapide di Silvia Lucchetta, trovata senza vita nel marzo del 2020 sul greto del fiume Piave, tanti gli oggetti lasciati in sua memoria.

Jesolo Silvia Lucchetta 49 anni profanata tomba

“Hanno rubato tutto: braccialetti, croci, rosari, ricordi”, affermano i genitori. “Per Silvia il lavoro era una missione, è morta perché era distrutta dal lavoro massacrante, adesso non è più con noi e niente sarà più come prima”, sono state le parole della mamma di Silvia, Adriana Scarpa, espresse dopo la morte della figlia.

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