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emanuele provvedi morto per un malore

“Addio Emanuele”. Lutto nello sport, stroncato da un malore improvviso a 43 anni  

  • Italia

Si è spento all’improvviso Emanuele Provvedi. Era stato colpito da un malore improvviso il 26 aprile. Allenatore della squadra di pallavolo Montesacro Roma, aveva 43 anni. La notizia si è immediatamente diffusa in tutto la città. A dare l’annuncio la società sportiva per cui lavorava dal 2007 che si è unita al dolore dei familiari dedicandogli un lungo post su Facebook: “La Asd Montesacro Roma comunica l’improvvisa e prematura scomparsa di Emanuele Provvedi, allenatore del settore pallavolo”.


“Ci stringiamo tutti attorno al fratello Domenico e alla sua famiglia in questo tragico momento. Per la giornata di oggi sono sospese le attività della pallavolo agonistica mentre per la giornata di domani saranno sospese tutte le attività sportive in tutte le sedi via Pintor, Buenos Aires, PalaFucini e calcio a 5”. Emanuele Provvedi lascia un ricordo indelebile nel quartiere Montesacro, dove insieme al fratello Domenico, allenatore di basket, ha cresciuto generazioni di giovani atleti.

pronto soccorso roma


Emanuele Provvedi, lutto a Roma per la sua scomparsa


“Lo ricorderemo per il suo carattere allegro, sempre pronto a sorridere e ad aiutare il prossimo! Lascerai in tutti noi un vuoto incolmabile”, scrive la società in una nota. L’ultimo saluto a Emanuele Provvedi c’è stato oggi. “La famiglia Provvedi, ringraziando tutti per la partecipazione chiede non fiori ma offerte che saranno devolute in beneficenza in memoria di Emanuele” ha scritto la squadra.

emanuele provvedi morto dopo malore


Il dramma di Emanuele Provvedi ricorda quello di un altro sportivo romano: Andrea Dorno di 26 anni, giovanissimo capitano della squadra di Basket Atletico San Lorenzo. 26 anni, se n’era andato all’improvviso lasciando una ferita enorme come testimoniava un lungo messaggio affidato ai social dai suoi compagni di squadra.

ambulanza


“La morte di Andrea Dorno ci lascia una ferita profonda che non smetterà di bruciare; ci lascia un vuoto incolmabile che proveremo a riempire con tutto quello che siamo, con tutto quello che era; con ogni coro, con ogni pallone che rotola sui campi, con ogni vittoria, con tutti gli abbracci, le risate e le battaglie che porteremo avanti”.

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