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“Mio padre morto, mia madre si ubriacava e io rubavo”. Uomini e Donne, il racconto choc di Gabrio

Gabrio andrea nicole uomini e donne

Una storia atroce quella di Gabrio, il nuovo corteggiatore di Andrea Nicole. Proprio lei, durante l’ultima puntata di Uomini e Donne, è scoppiata in lacrime. La bella Nicole ha confessato di avere paura che i suoi corteggiatori non siano davvero interessati a lei e che loro non siano del tutto sinceri per paura di ferirla: “Sto così per le persone che ho davanti. In questo caso Ciprian, ma non dipende da lui nello specifico. Questa cosa mi ha buttata giù. Mi sono detta ‘sto tornando indietro’. Su cose che non voglio più vivere e che non mi fanno piacere.

Ho tanta paura, non saprò mai cosa pensa davvero una persona”. Poco dopo però, è stato Gabrio a far tornare il sorriso ad Andrea Nicole. Il ragazzo ha raccontato di essere stato adottato e di com’è stata la sua infanzia: “Nasco in Russia, in una città che si chiama Volvograd, la vecchia Stalingrado. I miei ricordi partono dai quattro anni, i miei genitori biologici si erano separati e a me avevano detto che mio padre fosse morto. Dovetti vivere con mia madre. Eviterò di darle tale merito e la chiamerò Lilit: non era mai in casa, era sempre in giro ad ubriacarsi e a farsi di qualcosa. Così per giorni ero costretto a provvedere a me stesso, anche settimane”.

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Poi ancora Gabrio: “Andavo a rubare o a fare la carità fuori dai supermercati, con in mano un vecchio cappello militare russo. Cercavo di appesantire le mie mani quando non mi andava bene, andavo nei palazzi condominiali grigi e massicci. Lì facevo rampa per rampa e passavo al setaccio ogni porta, in cerca di qualche moneta. Una volta mi aprì una delle tante coppie, mi fecero entrare, non mi diedero dei rubli ma preferirono offrirmi un pasto, del brodo. Io mi affannai a mangiare, bagnando tutto il pane”.

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Racconta Gabrio: “Nel frattempo loro, stretti come quando si è addolorati, mi fissavano con gli occhi lucidi. Anche da piccolo odiavo quello sguardo di compassione, come lo odio oggi. Finito il pasto, chiesi se avevano da lasciarmi qualcosa per il ritorno a casa. Mi nascondevo tra le fodere del divano e mi addormentavo nel mio pianto, quando Lillit tornava a casa, versava sempre in situazioni vergognose”.

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E conclude Gabrio: “L’unica cosa che faceva era cercare una cinghia in cuoio, mi frustava sino allo svenimento. Nel frattempo, fra un singhiozzo e l’altro, chiedevo “Perché mamma, perché”. Ma ciò che vedevo nei suoi occhi era la colpa della mia nascita. – ha concluso il corteggiatore di Uomini e Donne – Non racconterò mai più questa cosa, l’ho detto solo per pareggiare i conti per la nostra conoscenza”.

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