“Non se ne parla”. Amadeus, la decisione inattesa cambia gli equilibri in tv

Amadeus è felicissimo per la vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest: li ha portati a Sanremo e loro hanno prima vinto il Festival poi sino stati protagonisti assoluti a Rotterdam battendo ogni tipo di concorrenza. Insomma è una vittoria che sente un po’ sua e lo fa capire bene in un’intervista rilasciata al Messaggero: “Pensateci – spiega Amadeus -: se quest’anno non ci fosse stato Sanremo, ora non saremmo qui a festeggiare la vittoria dei Maneskin in Europa: sarebbe stato un danno per la musica italiana”.

Gli chiedono cosa significa il successo dei Maneskin per la musica italiana e lui risponde così: “Di essere al passo con i tempi. Stessa cosa due anni fa con Mahmood che arrivò secondo. Ma al di là dei nomi, la mia missione nei due Festival è stata guardare alla discografia e alla realtà. Il successo è di tutti, da appassionato di calcio, credo nel gioco di squadra, quindi il successo è anche della Rai.Un accenno anche alle critiche: “Criticare fa parte del gioco. Pure se ti occupi della direzione artistica di Sanremo (sorride, ndr). Ma non mi sono fatto scalfire. Quando mi chiedevano “E questi chi sono?”, rispondevo senza esitazione che sarebbero diventati dei grandi, anche se Fulminacci, La Rappresentante di Lista, Coma_Cose e gli altri dei grandi lo erano già prima di Sanremo: bisognava solo metterli al centro della scena. I successi confermano che il mio orecchio musicale funziona ancora (ride, ndr)”.Nel frattempo già si pensa all’Eurovision del prossimo anno che sarà in Italia: “Pensando ai Maneskin ed essendo romano, immagino Roma come città alveo di questa manifestazione – dice Stefano Coletta, direttore di Rai1 al Corriere della sera -. Ma uno dei grandi privilegi della Rai è la cooperazione profonda che c’è con le diverse città italiane. Alla fine, in maniera rigorosa, dovremo scegliere l’impianto televisivo che possa inglobare al meglio la complessità di uno spettacolo come questo”.

E già si parla dei possibili conduttori, Amadeus dice la sua al Messaggero: “Prenderei in considerazione l’offerta; è pur sempre la Champions League della musica”, afferma con orgoglio. Quando, invece, si accenna alla prossima edizione di Sanremo, la risposta è tranchant: “Il Festival mi auguro di poterlo condurre ancora, se la Rai lo vorrà. Ma non nel 2022: Sanremo ha bisogno di energie particolari. Da gennaio a dicembre lavoro su tanti progetti, non c’è solo Sanremo nella mia vita: la mole di lavoro comincia a essere importante”.


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