”Così ho salvato i miei nipotini dal terremoto”. Erano in vacanza dalla nonna quando la fortissima scossa ha svegliato tutto il paese. Lei non ha avuto tentennamenti, ma ora è per lei che si teme il peggio. Cosa è successo

 

Alle 3:36 di questa mattina la terra ha tremato: 6.0 di magnitudo, oltre 100 scosse durante tutta la notte, la zona di Rieti totalmente devastata e la cittadina di Amatrice, epicentro del sisma, che non esiste più. In migliaia sono stati svegliati in piena notte e lo sciame sismico è stato percepito in tutto il centro Italia e non solo, da Napoli fino a Rimini. Intanto stanno arrivando le ultime notizie dai luoghi maggiormente colpiti e con esse anche gli ultimi dati sulle vittime: si parla almeno di 15 morti e la conta è destinata a salire.

Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, questa mattina in diretta su “La7” ha fatto un appello agli automobilisti in cui invita tutti a liberare la via Salaria, per favorire la viabilità dei mezzi di soccorso.


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Man mano che le operazioni di soccorso si susseguono e man mano che le ore passano, dalle zone in cui si è abbattuto il terremoto arrivano anche le prime storie dei sopravvissuti e della notte di tragedia appena trascorsa.

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“Sono salvo per un miracolo e perché mi ero appena svegliato per andare a lavoro. Faccio l’operatore ecologico, mi ero appena alzato dal letto quando in un attimo è crollato tutto. Dieci secondi sono bastati per distruggere tutto” Marco, operatore ecologico di Amatrice, si è salvato per puro caso dal crollo della sua casa in via Costanzo Angelini, nel centro storico della città. Un testimone oculare che si trova a Configno, una piccola frazione di Amatrice, ha dichiarato: “È stato un incubo. Ci siamo svegliati alle 3.35 con i mobili che cadevano per terra e i muri che si muovevano di un metro. Siamo riusciti a uscire dalle case in fretta e furia, alcuni sono ancora in mutande qui in strada. Abbiamo acceso un fuoco in piazza e siamo andati a tirare fuori gli anziani dalle abitazioni. Sto provando a contattare mia madre a Nommisci, una frazione qui vicino, ma il telefonino non funziona”. Storie di terrore e paura che continuano a giungere sui social o dalle pagine dei primi giornali, che grazie ai propri corrispondenti stanno raccogliendo il maggior numero di testimonianze possibili dalle zone colpite.

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“È dalle 3.36 che non smetto di piangere, sono troppo spaventata. Mi sono svegliata perché mio padre é entrato in camera mia gridando mentre mia madre urlava il mio nome. Sono stata tutta la notte per strada, avevo troppa paura di ritornare in casa” così su Twitter, Elisa ha raccontato la nottata d’inferno vissuta da lei e dalla sulla famiglia. La zona colpita è anche meta turistica ed ecco susseguirsi sulle tv straniere i racconti dei turisti stranieri presenti nella zona. Michael Gilroy da Montapulciano ha raccontato alla Cnn: “È stato come se il letto fosse montato sui pattini. All’inizio ero molto confuso. Vengo dalla California e ho idea di cosa significhi un terremoto. I lampadari tremavano e a quel punto sapevamo di dover lasciare l’edificio il più in fretta possibile”. Il vicedirettore del New York Times, che si trovava in vacanza nelle Marche, ha raccontato sul suo account twitter: “Abbiamo dovuto evacuare la nostra casa nelle Marche, in Italia dopo un forte terremoto. Gesso e polvere ovunque. Dopo un po’ siamo tornati a letto, soltanto per essere poi rispediti tutti in giardino dopo poco. È stato terrificante”. Un racconto, che ha commosso i soccorritori, è quello che giunge da Arquata del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno: due fratellini di 7 e 4 anni, sono stati estratti vivi dalle macerie e si sono potuti salvare solo grazie alla coraggiosa nonna, dalla quale erano in vacanza, che li avrebbe fatti nascondere sotto il letto al momento dell’inizio del sisma. Adesso rimane da salvare solo l’anziana donna che però sembra ancora in vita e risponde ai soccorritori, nonostante sia ancora sotto le macerie. Si attendono nuovi aggiornamenti dalle zone colpite.

“Sono il sindaco di un paese che non c’è più, sento i miei cittadini urlare sotto le macerie”. Parole, strozzate dalle lacrime ma anche piene di rabbia del primo cittadino di Amatrice, devastata dal terremoto di stanotte. Il video dell’intervista

Pubblicato il alle ore 08:37 Ultima modifica il alle ore 11:29