Mamma uccide i figli di 3, 2 anni e 6 mesi. Il racconto choc di Liliana: “Annegati per salvarli dal padre”

Ha ucciso i figli di tre e due anni e la piccola di soli sei mesi perché voleva proteggerli da padre. “Li ho annegati. L’ho fatto così dolcemente, non so come spiegarlo. Non volevo che subissero ulteriori abusi”, ha detto la donna alla polizia che l’ha arrestata.

“Ho promesso loro quando sono nati che li avrei protetti. Li ho abbracciati e baciati e mi sono scusata per tutto il tempo. Ho amato i miei figli”, ha detto ancora donna, convinta che il marito fosse un trafficante di esseri umani e avesse abusato dei bambini. “Vorrei che i miei figli fossero vivi, sì, ma preferisco che non vengano torturati e maltrattati regolarmente per il resto della loro vita”. La donna è stata arrestata anche per furto d’auto, perché dopo l’omicidio dei figli è fuggita rubando un camion. (Continua a leggere dopo la foto)


Liliana Carrillo, 30 anni, è stata arrestata per l’omicidio dei suoi figli Joanna, 3, Terry, 2 e Sierra, di sei mesi. I tre bambini sono stati trovati sabato dalla nonna materna nell’appartamento della famiglia. Erano stati annegati e della donna non c’era nessuna traccia. Liliana è fuggita a bordo di un camion con l’intento di togliersi la vita: “Volevo buttarmi da un dirupo e uccidermi, ma non ci sono riuscita”, ha detto la donna. (Continua a leggere dopo la foto)

Liliana Carrillo sembrava ancora avere l’illusione di proteggere i bambini quando ha parlato in carcere. I documenti del tribunale di Denton parlano della depressione post-partum della trentenne dopo la nascita del secondogenito. Ha iniziato la terapia ma dopo pochi mesi ha smesso e ha deciso di automedicarsi con la marijuana. Dai suoi account social aveva spesso raccontato il disagio che stava vivendo ma nessuno ha mai deciso di approfondire: “Vorrei non avere mai avuto figli” e “Vorrei uccidermi” sono solo alcuni dei post comparsi su Facebook.

A dare un brutto colpo alla sua già precaria situazione psicologica è stato il coronavirus. Liliana, infatti, credeva anche di essere “l’unica responsabile” della pandemia e pensava che Porterville – dove la famiglia aveva vissuto fino alla fine di febbraio – fosse sede di un “gigantesco giro di traffico sessuale”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Durante l’interrogatorio in carcere la trentenne ha detto di aver affrontato la depressione, l’ansia e il disturbo da stress post-traumatico per tutta la vita e ha cercato un terapista per la depressione post-partum, ma ha affermato che era suo marito a rappresentare una minaccia per i bambini.

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