perché atleti mordono medaglia

Perché gli atleti sul podio mordono la medaglia? Il motivo dietro al gesto

Il 1 agosto 2021 sarà ricordato come il giorno d’oro per l’Italia delle Olimpiadi. A Tokyo Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs, tra le 14.35 e le 14.55 italiane, jhanno scritto la storia trionfando nel salto in alto e nei 100 metri. Gianmarco Tamberi vola a 2,37, conquistando il gradino più alto del podio ex aequo con il qatariota Mutaz Essa Barshim. Il 29enne marchigiano esplode quando il trionfo è realtà. L’impresa è compiuta, l’incubo di 5 anni fa – con le Olimpiadi di Rio cancellate in extremis da un grave infortunio – è cancellato. ‘Gimbo’ corre, salta, crolla a terra in lacrime. 

Quando si alza, avvolto dal tricolore, è il primo ad abbracciare l’altra metà della medaglia d’oro italiana. Una ventina di minuti dopo Marcell Jacobs taglia il traguardo in 9”80, nuovo record europeo, e si prende ‘la’ gara delle Olimpiadi. I 100 metri sono suoi e il suo nome si piazza dietro a quello di Usain Bolt. Nella tradizione delle Olimpiadi c’è un gesto degli atleti che spesso ricorre. Un rito a cui gli atleti non hanno rinunciato neanche in tempi di pandemia da Covid-19: mordere la medaglia.

perché atleti mordono medaglia

Perché gli atleti sul podio mordono la medaglia

“Vogliamo ufficialmente confermare che le medaglie non sono commestibili”, ha scherzato a tal proposito l’account ufficiale dei Giochi. Ma perché gli atleti mordono le medaglie? Esistono diverse teorie. Il gesto sembra essere legato all’antica pratica di mordere la moneta d’oro per testarne l’autenticità.


Con i denti, infatti, era possibile verificare che si trattasse di oro “zecchino”, qualora vi rimanessero incisi i segni del morso. Ma la teoria più verosimile è quella legata alle foto che vengono scattate subito dopo la premiazione. Pare infatti che sia stati alcuni fotografi a chiedere agli atleti di compiere quel gesto in modo da immortalare l’atleta e la medaglia vicini. 

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La testimonianza anche della nuotatrice olimpionica americana, Summer Sanders, mistista vincitrice di tre medaglie a Barcellona ’92: “So che vi chiedete perché lo facciamo. Francamente non è una nostra idea. – aveva confessato – Sono i giornalisti, o più spesso i fotografi a chiedercelo con insistenza, e noi accettiamo. Lo facciamo e attendiamo che ci scattino le foto. Penso durerà per sempre. O almeno fin quando davanti ai fotografi che chiederanno di mordere la medaglia non si presenterà qualche atleta che risponderà: ‘No, non la mordo. So già che è autentica’”.

Ovviamente le medaglie non sono d’oro vero, perché sarebbero troppo costose. Le 5 mila medaglie di Tokyo 2020 sono state realizzate riciclando 80 mila tonnellate di scarti elettronici donati dalla popolazione giapponese, raccolta che ha permesso di ottenere 32 chili di ‘oro’, 3.500 di argento e 2.200 di bronzo.  

Pubblicato il alle ore 10:26 Ultima modifica il alle ore 11:43