“Allerta in 10 regioni italiane”. Razzo in caduta sulla Terra: data e orario dell’impatto

Lunga Marcia 5B, il razzo lanciato il 29 aprile scorso con l’obiettivo di portare in orbita il nucleo della stazione spaziale cinese è fuori controllo e ora rischia di schiantarsi sulla Terra e c’è il rischio che i frammenti possano colpire dici regioni italiane. Il consiglio della Protezione civile è di stare al chiuso e non in luoghi aperti dal momento che “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici”.

Come riportato dalla Protezione civile, le notizie sul razzo cinese saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento del razzo e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, e all’attività solare. Secondo gli esperti, nell’intervallo temporale considerato (fissato alle 2:24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di circa 6 ore, avanti o indietro) sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia. Lo scorso maggio i frammenti e detriti spaziali del razzo cinese Lunga Marcia 5B (stesso modello di quello che rischia di colpire la Terra) sono precipitati nell’oceano Atlantico al termine di un rientro incontrollato.


L’impatto con l’atmosfera del razzo aveva prodotto frammenti e detriti che erano stati monitorati dai centri di sorveglianza spaziale mondiali. I frammenti erano poi precipitati in sicurezza nell’oceano Atlantico alle 17,33 ora italiana dell’11 maggio, ma alcuni detriti avevano colpito alcuni villaggi dell’Africa occidentale.

Nel 2018, invece, era stata la vecchia stazione spaziale cinese Tiangong-1 a proiettarsi verso la Terra tenendo tutti col fiato sospeso. Pochi giorni fa la conferma è arrivata dall’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Cnr di Pisa. “È la seconda volta che accade con questa versione del razzo – spiega Luciano Anselmo, dell’Isti-Cnr all’Ansa -. La prima nel 2020, quando i frammenti erano caduti su alcuni villaggi in Africa”.

“Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica – sottolinea la Protezione civile – è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti”.

Il dipartimento consiglia anche “di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone”. La Protezione civile ha spiegato che la caduta di frammenti del razzo ‘Lunga marcia 5B’ potrebbe interessare dieci regioni italiane: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

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Pubblicato il alle ore 08:37 Ultima modifica il alle ore 08:43