Fumone, antica vedetta a difesa di Roma

Fumone, comune in provincia di Frosinone, grazie alla sua posizione geografica che domina l’intera valle del Sacco e della strada maestra che collegava Roma e Napoli (la via Latina) fu importante vedetta e luogo di comunicazione. Il nome di Fumone nasce dall’antica funzione di comunicazione effettuata con segnali di fumo che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma. Proprio a questa sua funzione si deve il detto «Quando Fumone fuma, / tutta la Campagna trema». Con la “Donazione Ottoniana” del 962 l’imperatore di Germania, Ottone 1° di Sassonia, donò alla Santa Sede le città di Teramo, Rieti, Norcia, Amiterno e l’Arx Fumonis. Nel 1121 il castello di Fumone fu luogo di prigionia e morte di Maurizio Bordino antipapa (con il nome di Gregorio VIII) venne sconfitto a Sutri e condotto in catene a Fumone da papa Callisto II. Il corpo dell’antipapa fu sepolto nel castello e non venne mai più ritrovato. Nel 1295 vi fu rinchiuso il santo Papa Celestino V, che vi morì dopo dieci mesi di dura prigionia. Il governo pontificio, ben consapevole dell’importanza del piccolo centro, dopo averlo affidato a vari feudatari, a partire dalla metà del Duecento mantiene il più diretto controllo sul Castello: solo nel XVI secolo Fumone raggiungerà l’autonomia comunale.