Fase 2, “possibile riapertura anticipata di parrucchieri, bar e ristoranti”. Ecco quando

Lo scorso 4 maggio è iniziata la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza sanitaria di coronavirus. Significa anche una ripartenza per tanti settori, anche se sempre con le dovute precauzioni. Altri dovranno aspettare ancora qualche settimana per tornare a essere operativi, ma arrivano buone notizie, per avventori e soprattutto per i titolari di attività in grosse difficoltà come quelli di parrucchieri, bar e ristoranti.

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia non esclude una riapertura prima di giugno, ma comunque non prima del 18 maggio in alcune regioni. Il ministro, intervistato a ‘L’Aria che tira’ su La7, subordina comunque il riavvio di queste attività all’approvazione delle linee guida da parte dell’Inail e, ovviamente, a un andamento positivo della curva epidemiologica. (Continua dopo la foto)


“Tra il 14 e il 15 maggio – dice il ministro Boccia – arriveranno le linee guida su estetisti e parrucchieri e il 18 pensiamo che potranno cominciare ad aprire. In base ai nostri dati e al nostro monitoraggio qualcosa può riaprire anche prima la data del primo giugno. Escludo che possano aprire prima del 18 maggio, ma da quel giorno – ribadisce – è probabile che alcuni esercizi possano ripartire”. (Continua dopo la foto)

Un discorso questo, spiegano fonti vicine al ministro come riporta Repubblica, che si può estendere a bar e ristoranti, ai cui titolari Boccia lancia un appello al rispetto delle norme: “Sono uno dei simboli di un certo modo di essere italiani: noi, come governo, ci siamo, stiamo lavorando per metterli in sicurezza e consentire loro di riaprire senza rischi. (Continua dopo le foto)

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“Le misure che abbiamo messo in campo negli ultimi 35-40 giorni -sono un’assoluta novità per il nostro Paese – aggiunge – Il Paese con tantissimi sacrifici sta cercando di superare una grave emergenza sanitaria e oggi i dati sono rincuoranti, per questo serve ancora tanto senso di responsabilità. Ora stiamo lavorando su bar, ristoranti e parrucchieri, ma bisogna aspettare le linee guida dell’Inali per consentire loro di operare in sicurezza, perché sono attività a rischio di contatto fisico”.

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