Rapina in una gioielleria nel cuore della città, il titolare spara: morte 2 persone

È finito in tragedia un tentativo di rapina in una gioielleria a Grinzane, nel cuneese. Due dei tre rapinatori sarebbero stati uccisi in strada raggiunti da colpi di arma da fuoco. Il terzo sarebbe in fuga. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Alba che stanno ricostruendo la dinamica non ancora chiara. Non è la prima volta che la gioielleria viene presa di mira. Nel 2015 era già stata rapinata in passato e il titolare con la figlia vennero malmenati.

A quanto si apprende il gioielliere, invece, non risulterebbe ferito. A raccontare i fatti un testimone al quotidiano Repubblica: “Mi batte il cuore – dice una ragazza sulle colonne del giornale- è stato terribile: ho avuto paura di morire”. Almeno cinque i colpi di pistola esplosi all’indirizzo dei malviventi, che sono morti a pochi metri dall’ingresso del negozio, uno in mezzo alla strada, l’altro all’angolo con una vita laterale. Sul posto l’intervento dei sanitari del 118 è stato immediato, ma per entrambi non c’è stato nulla da fare, ed ora i carabinieri sono al lavoro per ricostruire gli attimi concitati della sparatoria. Continua dopo la foto


E per fermare il terzo bandito, che secondo alcuni testimoni si sarebbe allontanato in auto. Posti di blocco sono già stati allestiti in tutta la provincia. Una storia destinata a riaccendere il dibattito sulla legittima difesa, riformata nel 2019 il fulcro della quale è che la legittima difesa sarà sempre presunta, ossia sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. Continua dopo la foto

Era stata introdotta un’ulteriore presunzione all’interno dello stesso articolo 52, in base alla quale sarebbe sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio (da intendersi in senso ampio, quale luogo ove venga esercitata attività commerciale, imprenditoriale o professionale), agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia. Continua dopo la foto

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La legge interveniva poi sull’articolo 55 del codice penale relativamente alla disciplina dell’eccesso colposo, escludendo, nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità.

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