Ristoranti aperti anche a cena: il governo decide, si va verso la fine del divieto. Dove e quando

Dopo mesi di chiusura si vede una luce in fondo al tunnel. L’ultimo dato uscito nella mattinata di oggi 5 febbraio dalla cabina di regia ha evidenziato un trend stabile con Rt nazionale a 0.84. Una buona notizia alla quale si aggiunge quella lanciata dal Corriere della Sera che, sulle sue colonne, scrive come il comitato tecnico scientifico sia pronto a concedere il via libera all’apertura serale dei ristoranti fino alle 22 in zona gialla e a pranzo in zona arancione, sia pur con alcune restrizioni.

“È un risultato significativo che arriva grazie ad un confronto non certo urlato, ma molto intenso e propositivo – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi al Corriere della Setra-. Dopo un anno nel quale le nostre attività sono state costrette a rimanere chiuse o a lavorare in condizioni proibitive, ai tavoli istituzionali ci siamo evidentemente fatti portavoce del grande disagio del settore, ma abbiamo anche cercato delle soluzioni realistiche e tempestive, dimostrando che era possibile tornare a lavorare in sicurezza. Desidero ringraziare il Ministro Patuanelli, la Sottosegretaria Morani e il CTS per l’attenzione dimostrataci e per la volontà di arrivare ad un risultato”. Continua dopo la foto


E ancora: “Ci auguriamo che il Governo che si sta costituendo in questi giorni provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli. Sarà un banco di prova importante per dimostrare da parte del nostro settore maturità e rispetto delle regole e chiediamo alle forze dell’ordine e alle amministrazioni comunali di darci una mano con i controlli in questa direzione”. Continua dopo la foto

Adesso la palla, e la decisione finale, passa al governo. Il nuovo Dpcm scade il 5 marzo, ma già il 15 febbraio cade il divieto di spostamento tra le regioni e si riaprono gli impianti da sci. Quindi bisognerà stabilire se tutte le prossime decisioni rientrano negli affari correnti o meno. Quello che è certo è  che non sarà un libera tutti. Le regole saranno ancora ferree per molti mesi con controlli duri e chiusure se necessarie. Continua dopo la foto

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Secondo il Cts si dovranno mantenere le mascherine obbligatorie e il distanziamento di 1 metro tra i tavoli e nei luoghi di passaggio. Bisognerà anche mantenere un numero massimo di persone al tavolo – quattro se non si tratta di conviventi – e il bollino da esporre all’ingresso per il numero massimo di capienza del locale. Non la normalità ma un passo in avanti significativo.

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Pubblicato il alle ore 15:18 Ultima modifica il alle ore 15:23