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Carcere per chi incita all’anoressia. Favorevoli?

Pubblicità, blog e siti web che invitano a mangiare poco potrebbero avere il tempo contato. Nel parlamento italiano si sta sviluppando un pensiero trasversale che si sta radunando attorno alla proposta di legge della deputata Pd Michela Marzano: un pacchetto di norme che considera “istigazione al suicidio” comportamenti e slogan che spingono all’anoressia. Perché, questa è la logica, i disturbi alimentari sono indotti da una cattiva pubblicità, dal riferimento a costumi del tutto sbagliati. E, si sa, l’anoressia può portare alla morte. Una proposta che vuole tentare di fare qualcosa contro un fenomeno allarmante e in forte crescita. Sono difatti due milioni gli adolescenti che soffrono di anoressia e bulimia. Problema che, assicurano gli esperti, ora comincia a interessare anche bambini di nove e dieci anni. In caso di approvazione della legge per gli istigatori potrebbe scattare il carcere. Ma, come sempre, è polemica  giacché c’è chi sostiene che norme simili altro non siano che “inutile proibizionismo”.



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