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Botte e insulti all’asilo nido, la direttrice patteggia una pena a tre anni

La direttrice di un asilo nido nell’hinterland milanese finita agli arresti domiciliari lo scorso 10 maggio con l’accusa di maltrattamenti su bimbi di età compresa tra uno e tre anni, ha patteggiato oggi una pena di tre anni e due mesi di reclusione, dopo aver risarcito tutte le vittime con 12 mila euro ciascuna. Il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi, infatti, ha accolto la richiesta di applicazione della pena presentata dalla difesa della donna, Tamara Taverna, con l’accordo del pm Cristiana Roveda, titolare delle indagini. Le indagini dei carabinieri del Nas di Milano avevano documentato che la struttura privata di San Giorgio su Legnano, che ospitava una decina di bimbi ed era diretta dalla maestra, era un vero e proprio “asilo degli orrori.” La direttrice, di 40 anni, sempre secondo l’accusa, chiudeva la bocca dei bimbi con il nastro adesivo, costringendoli a rimangiare quello che avevano rigurgitato o sputato. Nell’ambito dell’inchiesta, scattata dopo la denuncia di un ex dipendente, gli investigatori avevano piazzato anche telecamere nascoste per filmare gli abusi.


 


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