“Aiutiamo i rifugiati”. Pubblica su Facebook un post per raccogliere fondi da donare in beneficenza e viene arrestato. La storia di questo ragazzo generoso sembra assurda, ma è vera. Fate molta attenzione… Come sono andate le cose

 

Facebook non è ormai solo la patria di Vip, Youtuber, semisconosciuti diventati star. Il famoso social network fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, il quinto uomo più ricco al mondo, è anche terra fertile per coloro i quali si dedicano ad attività di beneficenza e raccolta fondi. Le pagine dedicate al sociale e all’aiuto dei più bisognosi si sono moltiplicate in questi anni e ad esempio organizzazioni come il “WWF” e “Medici senza frontiere” hanno sfruttato il social network per raccolta fondi e per far conoscere la propria attività.

Anche semplici cittadini si sono lanciati in opere benefiche e in raccolte fondi direttamente dai propri profili.


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La storia di Scott Richards è diventata in pochi giorni virale e ha stupito tutto il popolo del web. Una storia partita come una semplice raccolta fondi, che è diventata un vero e proprio giallo internazionale.

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L’uomo, un 42enne con doppia nazionalità britannica e australiana, si trovava a Dubai dove vive insieme alla moglie e ai due figli, quando è stato arrestato dalle forze dell’ordine locali. Scott è stato arrestato per aver pubblicato sul proprio profilo un post in cui raccoglieva fondi per spedire in Afghanistan coperte e teloni destinate ai rifugiati. L’uomo, secondo le autorità, avrebbe fatto tutto senza la dovuta autorizzazione e per questo è detenuto da 22 giorni nelle carceri saudite.

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Alla base delle accuse una nuova legge del ministero saudita che proibisce la promozione di attività benefiche non registrate negli Emirati e che vieta le donazioni senza un’autorizzazione scritta approvata dal Dipartimento degli affari islamici e delle attività caritatevoli di Dubai. Secondo le sanzioni previste dalla legge, l’uomo rischierebbe una pena dai due ai 12 mesi e un’ammenda fino ai 100mila dirham, circa 24 mila euro. Il Foreign Office presente nel paese, ha già assicurato di stare seguendo il caso con il massimo dell’attenzione e di stare fornendo assistenza a Scott e alla sua famiglia. La madre del ragazzo però ha già fatto sapere che il figlio versa in gravi condizioni detentive: infatti gli viene data la possibilità di cambiare i propri indumenti una volta a settimana e l’acqua che usa, anche quella per dissetarsi, è totalmente a sue spese. Il caso nel frattempo rimane aperto e anche la famosa televisione inglese Bbc, raccontando la storia di Scott, ha fatto sapere di voler dedicare alla storia il maggior spazio possibile nella speranza di vedere presto libero l’uomo.

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Pubblicato il alle ore 10:57 Ultima modifica il alle ore 11:29