Selfie al volante? Suicidio: è come guidare al buio

Il selfie è la moda del momento. Coinvolge tutti, regala momenti di vita propria a chiunque. Ma spesso si va oltre i limiti. Tra le ultime abitudini dell’autoscatto ce n’è una bizzarra, ma altamente pericolosa: “selfarsi” mentre si guida. Fotografarsi al volante, però, è come guidare al buio per diversi metri, a seconda della velocità con cui si sta andando. L’avvertimento della Polizia stradale non lascia spazio a dubbi: «A 130 all’ora, nel tempo in cui si digita mezzo nome sullo schermo si percorrono cento metri al buio. E questo per un normale sms: figuriamoci per un selfie, che richiede una posizione e una concentrazione particolari». Risultato: «Sarà almeno l’equivalente di 400 metri al buio». Le statistiche parlano in modo chiaro: la stragrande maggioranza degli incidenti è dovuta al comportamento dell’uomo, ma possono essere determinanti anche il tipo di veicolo e lo stato delle infrastrutture. C’è l’illusione, spiega la Stradale, che le auto di oggi siano talmente sicure e facili da guidare al punto che chi siede al volante può fare di tutto, dai selfie a giocare con i podcast. E può essere dannoso, talvolta mortale.