“Ecco cosa ha fatto a Vladimir”. Platinette, quello che è successo con Luxuria non è piaciuto affatto

È accaduto negli scorsi mesi che Mauro Coruzzi aka Platinette, ha attaccato la legge contro l’omofobia lamentandosi del “vittimismo della comunità LGBT”. Ma non è tutto, perché Platinette ieri ha rilasciato un’intervista a Libero in cui ha voluto buttare il carico da 90, in ambito religioso e non.

Platinette ha voluto esprimere la sua perplessità sulle parole pronunciate (e poi ridimensionate) da Papa Francesco sull’argomento Unioni Civili. In sunto, il radiofonico Coruzzi, preferirebbe “la modernità” di un Papa come Ratzinger ad uno come Papa Francesco. Ma non è tutto. (Continua dopo le foto)


“La posizione benevola del Papa è talmente retorica da sembrare sospetta. […] Il fatto che una coppia gay unita civilmente vada in Chiesa a fare il segno della croce, non lo trovo né un avanzamento né una posizione retrograda. Più che Papa Francesco mi ha stupito Ratzinger. – ha continuato Platinette – Mi stupì molto più lui quando parlò per la prima volta di preservativo, lo trovo più moderno di Bergoglio”. Ma Platinette ha toccato il fondo parlando di Vladimir Luxuria. In che modo? Rivolgendosi a lei al maschile, così come riportato da Libero. Luxuria, nata biologicamente in un corpo maschile, ad oggi è una donna a tutti gli effetti, e come tale i pronomi da utilizzare per riferirsi a lei devono essere tutti declinati al femminile. (Continua dopo le foto)

Ecco le parole esatte pronunciate da Mauro Coruzzi alias Platinette, nei confronti di Vladimir Luxuria: “La prima legge sulla transfobia, tanto dibattuta in questi giorni, è firmata da Mara Carfagna, esponente di Forza Italia, non certo dalla sinistra. Vladimir Luxuria spesso mi accusa di dire che lui non ha fatto niente in Parlamento per la questione; la legge della Carfagna, l’ha firmata anche lui ma non l’ha proposta in prima persona. I tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna sono un’offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

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