La piccola Malala cresce, ecco i “suoi” libri più belli del mondo

Quando aveva 13 anni, in un blog per la Bbc, denunciò il regime di terrore contro le donne instaurato nella regione pachistana del Swat dai talebani. E lottò contro le ingiustizie senza armi, solo con la forza della verità e dell’istruzione. Oggi Malala Yousafzai ha 17 anni e mantiene inalterato il suo amore per i libri e la lettura. Il primo libro di cui ha memoria è Mai tornerò indietro, la storia di una bambina che si batteva per i diritti delle donne e l’istruzione in Afghanistan (lo farebbe leggere persino al primo ministro pachistano). Con Il meraviglioso mago di Oz, invece, è iniziato il processo di guarigione in ospedale dopo l’attentato dei talebani. Un libro che l’ha fatta ridere è Il Piccolo principe, mentre non esistono libri che l’hanno fatta piangere. Esiste, però, un libro che l’ha fatta infuriare: il suo, perché doveva essere scritto bene e in breve tempo. Il suo scrittore preferito è Paulo Coelho, proprio suo è l’ultimo libro che ha letto L’alchimista, un libro che ama perché «pieno di speranza e ispirazione», non a caso è il suo libro preferito in assoluto, come ha dichiarato lei stessa in un’intervista su Repubblica. Oltre a Coelho ama Deborah Ellis e Khaled Hosseini e anche gli scrittori che «possono farmi conoscere mondi di cui non so nulla» ha spiegato. Attualmente la piccola grande donna sta leggendo Uomini e topi di John Steinbeck, come richiesto dal programma scolastico. Tra i libri che raccomanderebbe ai giovani per comprendere la vita delle ragazze pachistane, c’è La città di fango, parte della trilogia Il viaggio di Parvana. Se invece dovesse dire quale libro dovrebbero leggere tutte le bambine del mondo, direbbe Sotto il burqa, di Deborah Ellis, che narra la storia di una bambina che raccoglie la sfida di salvare la sua intera famiglia. Se potesse togliersi uno sfizio, obbligherebbe il presidente americano Obama a leggere Il cacciatore di aquiloni, Il piccolo principe e anche L’alchimista così potrebbe «estraniarsi dal mondo reale e tuffarsi in un mondo immaginario».