“Sono loro”. Ragazzi dispersi, la notizia arrivata in questo momento. Cosa sta succedendo. Nessuna speranza di ritrovare vivi, almeno due dei tre ragazzi dispersi tra la foga del fiume in piena. I Vigili del fuoco hanno ritrovato i corpi di Patrizia Cormos, 20 anni, e Bianca Doros, 23, le due ragazze travolte dalla piena del fiume Natisone. Sembra, a detta dei soccorritori, che i corpi siano stati trovati a circa 700 metri e a 1 chilometro a valle dal luogo della scomparsa.
Ancora disperso invece il terzo ragazzo: Cristian Casian Molnar, il giovane era con loro e le abbracciava forte, prima che tutti fossero spazzati via dalla furia della corrente. Era un periodo felice per loro: prima il test, appena superato, da Patrizia, iscritta al secondo anno dell’Accademia di Belle arti. Una notizia felice per tutti, arrivata solo alle 12 di quel maledetto giorno. Poi il tempo di salire in auto con gli amici e raggiungere Premariacco beach, approfittando di un cielo che sembrava risparmiare il temporale.

“Sono loro”. Ragazzi dispersi, la notizia arrivata ora
Poi quella bella notizia della riunione familiare di Bianca, a casa da soli 3 giorni per stare un po’ con amici e famiglia che non vedeva da molto tempo. E chiaramente il suo Cristian, il fidanzato rivisto finalmente dopo una sosta in Austria dal fratello si era precipitato in Friuli per poter stare con lei. Volevano solo stare insieme, felicemente e ricordarsi di questo bel periodo della loro vita. Invece la tragedia.

Un ultimo abbraccio e poi la piena del fiume che li travolge. In #FriuliVeneziaGiulia, tre giovani sono dispersi da ore nelle acque del #Natisone. pic.twitter.com/Ctx5ukiEZK
— Tg1 (@Tg1Rai) May 31, 2024
Il torrente però aveva altri piani e per loro non c’è stato scampo. Prima la pioggia, poi il volume dell’acqua che si alza in pochi minuti. I tre non pensavano finisse così, hanno sperato fino alla fine, hanno tentato di raggiungere un’altura ma sono rimasti intrappolati in mezzo alla corrente. Per loro il destino sembrava già scritto, purtroppo.

“Erano all’asciutto – ricorda l’autista dello scuolabus comunale che transitava sul ponte soprastante – ma già nel panico. Si vedeva che non sapevano cosa fare. Li separava dall’argine soltanto un tratto di un paio di metri d’acqua, fondo al massimo fino all’altezza del loro busto. Non se la sono sentiti di guadare, sono arretrati fino al centro del letto del fiume”. Lì poi hanno atteso i soccorsi e quel terribile, meraviglioso ultimo abbraccio.
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