L’Italia è pronta per eleggere un presidente della Repubblica donna? Già la domanda di per sé dimostra quanto, da questo punto di vista, il nostro Paese sia indietro. Lo hanno fatto in Liberia, persino in Liberia. E poi ancora in Cile, Brasile, Argentina, Finlandia, Nigeria e Botswana. In tutti questi Paesi hanno eletto un Capo dello Stato donna. Non in Italia, dove da decenni se ne parla per veder poi sempre svanire le candidature in favore di un uomo. E ora, viste le prossime dimissioni di Giorgio Napolitano, il tema torna d’attualità.
Oggi Sebastiano Messina sulla Repubblica ripercorre la (sfortunata) storia di tutte le donne che sembravano destinate a salire al Quirinale, spesso sbeffeggiate dai colleghi parlamentari maschi. Per rendere l’idea del clima che regna in Parlamento intorno alla possibilità, il giornalista ricorda che nel 1999, quando Giuliano Amato lanciò la proposta alcuni colleghi la definirono come “una bella provocazione”. Lui protestò: “Oh, ho detto una donna, mica un coleottero”. Da allora quanto è cambiato? La società forse molto, ma la classe politica non sembra proprio.
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