Dimissioni di Napolitano. La vera ragione? Ha confidato: “Non ce la faccio più”


Dimissioni di Giorgio Napolitano. C’è chi ha già svelato il timing: “A fine dicembre, durante l’incontro con le alte cariche dello stato o nel messaggio agli italiani di fine anno, il preannuncio delle imminenti dimissioni. Poi, nel giro di qualche settimana, le dimissioni formali. Da quel momento scatterebbero i 15 giorni previsti per la convocazione delle Camere e la designazione delle deputazioni regionali, prima che i cosiddetti mille elettori comincino a votare per il nuovo inquilino del Quirinale. E scatterebbe pure, anche se le prassi costituzionali non sono univoche, la supplenza da parte della seconda carica dello stato . Cioè del presidente del Senato, Piero Grasso”, Marzio Breda, quirinalista del Corriere della Sera spiega così l’iter delle dimissioni del presidente della Repubblica. Completamente inutili i tentativi della politica di spostare in avanti la decisione. “L’ultimo che ha creduto di convincerlo è stato Matteo Renzi, una settimana fa: ‘Presidente, la prego di rivedere le sue decisioni e di restare più di quanto vorrebbe. Siamo in una fase critica per le riforme, e non solo”. È tanto vero che nessuna smentita è arrivata dal Quirinale dopo lo “scoop” della Repubblica. Anche perché le ragioni delle dimissioni sarebbero causate soprattutto dalla stanchezza. Sempre il Corriere della Sera ha svelato che di recente Napolitano ha confidato ad Alfredo Reichlin, coetaneo e sodale di una vita: “Non ce la faccio più”.






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