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“Melania Trump è la sua escort”. Unomattina, la frase choc del noto giornalista. E scoppia il caso in Rai

Un errore di traduzione, di lingua. Ma la bufera è scoppiata comunque. Parliamo del lapsus del giornalista Alan Friedman, ospite ieri di Unomattina su Rai1, ha definito Melania la “escort” di Donald Trump. Ma come ha spiegato lui stesso, si è trattato solo di un errore di traduzione e di “non aver voluto offendere nessuno”. Le sue parole hanno però provocato furiose polemiche, con diversi esponenti politici, tra cui la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che hanno condannato le parole di Friedman e attaccato anche la Rai.

Poi ha detto: “Non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall’inglese, la parola italiana che volevo dire era ‘accompagnatrice’, ed è uscito ‘escort’. Mi sono corretto subito, non c’è da montarci su una questione”, le sue parole all’agenzia Adnkronos in cui cerca di placare le polemiche. “Donald Trump si mette in aereo con la sua escort, ehm scusate sua moglie, e vanno in Florida”, aveva detto Friedman. (Continua a leggere dopo la foto)


A nulla è valso il dissociarsi della conduttrice Monica Giandotti: anche sui social si è scatenata l’indignazione per le parole del giornalista. “Era solo una battuta non voluta, l’ho corretto subito e ho detto ‘moglie’”. E sulla ‘shitstorm’ scatenatasi, commenta secco: “Sui social si divertono, ma qui non c’è nessuna questione da commentare”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Grave episodio sulla tv pubblica: Alan Friedman definisce Melania ‘escort’ prima di correggersi e chiamarla ‘moglie’ di Trump. Surreale che nessuna paladina del femminismo sia intervenuta. Cosa sarebbe accaduto se a essere definita così fosse stata un’esponente di sinistra?”, scrive su Twitter Giorgia Meloni, commentando il vespaio suscitato dalle parole del giornalista. (Continua a leggere dopo la foto)


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“Trovo indecoroso il fatto che Alan Friedman abbia definito ‘escort’ Melania Trump. Battuta volgare e sessista. Sentita poi dagli schermi della Rai la trovo ancora più intollerabile. E la giustificazione del presunto lapsus nella traduzione è risibile”, ha commentato su Twitter il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani.

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