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Sondaggi clamorosi: cosa succede a Giorgia Meloni dopo la lite con Trump

Ci sono scontri che sembrano solo rumore, parole grosse e titoli destinati a durare un paio di giorni. Poi, all’improvviso, quel botta e risposta si trasforma in qualcosa di più: un segnale, una spaccatura emotiva, un riflesso immediato nell’umore del Paese. E i numeri, stavolta, raccontano una storia inattesa.

Nelle ultime ore, mentre l’eco della lite con Donald Trump rimbalza sui social e nelle discussioni da bar, c’è un dettaglio che emerge con forza: l’effetto non è stato quello che molti si aspettavano. Non una frenata, non un contraccolpo. Anzi, qualcosa si è mosso nella percezione degli italiani. Secondo un sondaggio dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, gli attacchi di Donald Trump avrebbero finito per rafforzare Giorgia Meloni. La fiducia nella presidente del Consiglio, infatti, sarebbe risalita: dal 38% di maggio al 40% di oggi, due punti in più in pochissimo tempo.


Un’inversione che arriva in un momento delicato, dopo settimane segnate da tensioni e preoccupazioni diffuse. E proprio la rapidità con cui il dato si muove, nel giro di 48 ore, rende l’oscillazione ancora più evidente: come se lo scontro internazionale avesse acceso una reazione immediata nell’opinione pubblica. Ma c’è un altro numero, forse ancora più clamoroso, che si porta dietro un peso emotivo enorme. Sempre Demopolis registra un tracollo nella stima degli italiani verso Trump: dal 42% all’11% in meno di un anno e mezzo.

Il trend copre gli ultimi 18 mesi, dall’elezione di Trump alla Casa Bianca fino a oggi. Un calo netto, quasi verticale, che fotografa un cambiamento profondo: non solo politico, ma anche di immagine e credibilità percepita. Nelle settimane precedenti, spiegano i dati, la fiducia nella premier era stata erosa da più fattori insieme. Da un lato i riflessi del referendum costituzionale, dall’altro una situazione economica tornata fragile sotto la pressione degli scenari internazionali.

Pesa soprattutto la guerra in Medio Oriente e le conseguenze legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico che ha riacceso timori su energia, prezzi e stabilità. In questo clima, il braccio di ferro con Trump avrebbe prodotto un effetto opposto: una risalita di due punti nelle ultime 48 ore. Ora l’attenzione resta puntata su ciò che accadrà nei prossimi giorni: perché se è vero che i sondaggi fotografano l’istante, è altrettanto vero che certe fratture, una volta aperte, continuano a lasciare segni. E a spostare consensi.


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