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“Scegliere chi salvare”. Terapie intensive, il documento con le regole per curare i malati Covid

L’Europa rischia una terza ondata di contagi da coronavirus all’inizio del 2021 se i governi non si organizzeranno per impedire quanto successo in autunno con la seconda ondata. E’ l’allarme lanciato dall’inviato special dell’Oms per il Covid19, David Nabarro, in un’intervista ad alcuni giornali svizzeri.

“Non hanno costruito le infrastrutture necessarie durante i mesi estivi – ha denunciato – dopo aver messo sotto controllo la prima ondata. Adesso abbiamo la seconda, se non costruiranno le infrastrutture necessarie avremo una terza ondata all’inizio del prossimo anno”. Così mentre in Italia soffia forte il vento della polemica dopo le frasi sui vaccini di Andrea Crisanti ch ha dichiarato come non si sottoporrebbe al vaccino anticovid a gennaio in assenza di dati. Una lancia in suo favore viene da un illustre collega Massimo Galli. Continua dopo la foto


A L’aria di domenica su La7 Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha dichiarato. “Andrea Crisanti è uno scienziato di valore perfettamente in grado di difendersi da sé. Ho l’impressione che si sia lasciato trascinare da un carattere fumantino. Tutte le persone serie sono seccate dal fatto che Pfizer sia avara di dati ma prodiga di dichiarazioni pubbliche”. Continua dopo la foto


Così mentre un’altra polemica è pronta a scatenarsi dopo la diffusione da parte del Messaggero del protocollo dell’ISS per le cure in terapia intensiva. Misure, ricorda l’Iss, che vanno applicate solo ed esclusivamente in situazioni di estrema gravità. Precedenza a chi può sopravvivere; l’età non è l’unico criterio e regole da applicare nei casi di sovraffollamento. Continua dopo la foto


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Sono alcuni dei criteri del protocollo dell’Istituto superiore di sanità elaborato per i medici, in particolare per gli anestesisti, nel caso in cui dovessero trovarsi a scegliere chi ricoverare prima in terapia intensive. Al paziente, c’è scritto ancora nel documento, vanno comunque garantiti i diritti e va data l’assicurazione che sarà preso in carico con “gli strumenti possibili a disposizione”. Per questo è fondamentale creare un “triage ad hoc” negli ospedali. Sono dodici i parametri da tenere conto per decidere chi, tra i pazienti, dovrà essere seguito e prima di arrivare a una difficile scelta. Il protocollo, tuttavia, ricorda che nella valutazione avrà un peso anche la volontà dei singoli malati sulle cure o meno da ricevere.

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