Mercoledì 3 luglio la Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Giacomo Bozzoli, accusato dell’omicidio dello zio Mario e della distruzione del suo cadavere nel forno della fonderia a Marcheno, in provincia di Brescia, l’8 ottobre 2015, ma quando i carabinieri si sono presentati nella sua casa sul Lago di Garda per prelevarlo, non hanno trovato nessuno. Le ricerche sono scattate immediatamente. I militari sono al lavoro per rintracciare l’uomo che per nove anni è rimasto libero, in attesa della pronuncia della sentenza definitiva.
Come hanno rivelato fonti inquirenti all’Adnkronos, ormai è “braccato”. Dopo il decreto di latitanza firmato ieri mattina dal giudice della prima sezione penale del Tribunale di Brescia, Roberto Spanò, in serata è stato emesso il mandato di arresto internazionale valido anche fuori dai Paesi dell’area Schengen.

Scomparsa Giacomo Bozzoli, spunta la nuova pista dei Balcani
Tuttavia appare assai improbabile che il 39enne possa aver raggiunto una località esotica, visto che ha il passaporto scaduto. Le indagini fin qui svolte dalla Procura di Brescia e dai carabinieri sul 39enne in fuga dopo la condanna in via definitiva per l’omicidio dello zio Mario nel 2015, sembrano confermare l’ipotesi che l’imprenditore si trovi all’estero assieme alla moglie Antonella Colossi e al figlio di nove anni.

A suggerirlo era stato il suocero di Bozzoli che aveva indicato la Francia come Paese scelto per la fuga da Bozzoli, ma gli inquirenti non sono convinti che sia questo il paese dove si è rifugiato. Secondo il quotidiano Libero, infatti, l’ultima pista investigativa porta infatti ai Balcani, in Albania o Montenegro.


Ieri gli inquirenti hanno sequestrato dispositivi informatici e altre possibili ‘fonti di prova’ che possano far emergere elementi utili a individuare dove si trovino i tre. Daniele Colossi, suocero di Bozzoli, ha detto di essere molto provato da questa situazione: “Questa vicenda mi sta distruggendo. Mi auguro che il compagno di mia figlia si costituisca al più presto per il bene suo ma soprattutto per quello di mia figlia e del mio nipotino”.