Per quindici lunghissimi giorni l’angoscia ha accompagnato ogni momento della vicenda. Le ricerche senza sosta, gli appelli pubblici e il susseguirsi di segnalazioni avevano tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità. Poi, nella tarda serata di domenica, è arrivata finalmente la notizia che tutti aspettavano: le due sorelle scomparse sono state ritrovate vive.
L’epilogo positivo si è concretizzato al termine di una complessa operazione investigativa che ha visto impegnate diverse forze dell’ordine. Le giovani, sparite dalla struttura di accoglienza di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, sono state individuate nel territorio di Formia, mettendo così fine a una delle vicende di cronaca più seguite delle ultime settimane.

Il blitz decisivo e il futuro delle due sorelle
Determinante è stato il lavoro congiunto dei carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, dei militari del Comando provinciale di Latina e dei Ros, coordinati direttamente dal procuratore capo della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, presente durante le operazioni. Fondamentale anche il supporto della Procura di Cassino guidata dal procuratore Carlo Fucci.

Nel corso del blitz, le forze speciali hanno fatto irruzione nell’abitazione di una donna di circa ottant’anni, parente della madre delle ragazze e da loro chiamata affettuosamente “zia”. Proprio in quell’abitazione le due minorenni sarebbero rimaste nascoste per ben quattordici giorni, lontane dagli occhi degli investigatori e da chi le cercava disperatamente.

Sarah e Alysia torneranno in una nuova struttura protetta, fino a nuova disposizione del giudice#MorningNews è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/vDpwDRk4zv
— Morning News (@MorningNewsTv) June 22, 2026
Fin dalle prime ore successive alla scomparsa, gli investigatori avevano messo in campo un’imponente macchina organizzativa. Oltre ai numerosi sopralluoghi e all’analisi dei sistemi di videosorveglianza, sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti. Le verifiche si sono concentrate soprattutto nell’area del lago di Barrea e nei territori dell’Alto Sangro, senza trascurare alcuna pista.
Nel corso delle indagini sono stati inoltre sentiti il fidanzato di Alisya e altri conoscenti delle due sorelle. Gli accertamenti hanno riguardato anche i contatti telefonici e i possibili collegamenti tra Abruzzo e Lazio, elementi che si sono rivelati preziosi per indirizzare le ricerche verso il territorio pontino.
Dopo il ritrovamento, Alisya e Sarah sono state affidate al sindaco di Minturno, che sta provvedendo a individuare una sistemazione temporanea in attesa delle decisioni che saranno assunte dall’autorità giudiziaria. Secondo quanto emerso nel corso della trasmissione Morning News su Canale 5, il destino immediato delle due ragazze sarebbe già stato delineato: entrambe dovrebbero essere trasferite in una nuova struttura protetta fino a nuove disposizioni del giudice. Una decisione che ha scatenato le proteste in rete: “Fuggono dalla gabbia e le rimettono in gabbia”. “Famiglia nel bosco bis?”. “Prpnti per una nuova vergogna all’italiana”.
Grande emozione è stata espressa anche dal padre delle due sorelle, Stefano Di Giacinto, che sui social ha affidato ai suoi sentimenti parole cariche di commozione: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero, 10 anni di battaglie con lieto fine – ha scritto su Facebook Stefano Di Giacinto, il padre delle due sorelle – Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”. Un messaggio che racchiude il sollievo di una famiglia che, dopo giorni di paura, può finalmente tornare a guardare al futuro.


