Per oltre due settimane il loro destino aveva tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità. Appelli, ricerche senza sosta, sopralluoghi e un’inchiesta sempre più complessa avevano alimentato speranze e timori attorno alla scomparsa delle due sorelle allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.
Poi, nella serata di domenica 21 giugno, la svolta tanto attesa. Un blitz coordinato dai carabinieri ha permesso di mettere fine a un incubo durato quindici giorni, restituendo finalmente le due ragazze ai familiari e alle autorità dopo giorni di apprensione e angoscia.
L’applauso commosso dopo il blitz dei carabinieri, le prime parole delle sorelle
Ad accogliere il ritrovamento di Sarah e Alisya Di Giacinto, di 12 e 16 anni, è stato un lungo e commosso applauso nel quartiere popolare di Rio Fresco, a Formia, in provincia di Latina. Decine di persone si sono radunate nei pressi del condominio dove le due giovani erano state nascoste e, nel momento in cui sono uscite dall’edificio accompagnate dai militari, hanno tributato un caloroso ringraziamento alle forze dell’ordine.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, con il supporto del Ros e dei militari del comando provinciale di Latina. Il blitz ha consentito di rintracciare le due sorelle all’interno dell’abitazione di una lontana parente della madre, un’anziana di circa ottant’anni residente a Formia.

Parallelamente al ritrovamento, l’inchiesta ha subito una forte accelerazione. All’alba, infatti, la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito e il nonno Marco D’Acunto sono stati sottoposti a fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. La donna è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre gli altri due indagati sono stati condotti nella casa circondariale di Sulmona.
Gli investigatori, tuttavia, non escludono il coinvolgimento di altre persone nella vicenda e stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire nei dettagli quanto accaduto dalla notte tra il 6 e il 7 giugno, quando le due minorenni vennero portate via dalla struttura che le ospitava a Civitella Alfedena.

Emergono intanto anche i primi particolari sulle fasi del ritrovamento. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento di Formia, le ragazze avrebbero manifestato il desiderio di restare insieme alla madre. “Vogliamo stare con la mamma”, avrebbero detto Alisya e Sarah ai militari intervenuti.
In particolare, la sorella più piccola sarebbe apparsa particolarmente restia a lasciare l’abitazione e a seguire i carabinieri. Un elemento che potrebbe rivelarsi importante per comprendere la dinamica dei fatti e il contesto familiare nel quale si è sviluppata l’intera vicenda, destinata ancora a riservare nuovi sviluppi nelle prossime ore.


