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“Oggi vivo così”. Il dramma di ‘Er Patata’, dopo aver perso il lavoro la situazione è precipitata

“Con la chiusura dei ristoranti, con la chiusura dei bar, che facciamo? Avevo una pescheria ma l’ho chiusa. Ho avuto bisogno di una protesi al ginocchio e di una protesi all’anca. Ho dovuto chiudere la pescheria perché non potevo assolutamente lavorare e non c’era nessuno che potesse farlo per me. Dopo la pescheria, è successa quella brutta cosa (l’arresto, ndr). Nel 2019 sono uscito, mi sono fatta la protesi al ginocchio. Poi è arrivata la pandemia, poi mi sono fatta la protesi all’anca”.

Inizia così il racconto di Roberto Brunetti, alias Er Patata, da Barbara D’Urso. Una carriera particolare la sua. Un giorno, a casa del famoso attore Alessandro Haber, ha incontrato Leonardo Pieraccioni, che gli ha offerto un ruolo in uno dei suoi film di grande successo. E così, Roberto ha esordito in Fuochi d’artificio, al quale hanno fatto seguito in tempi brevi altre commedie come Paparazzi e Commedia Sexy. Continua dopo la foto


Ma ha lavorato anche in ruoli più impegnativi: ha preso parte, ad esempio, a Fatti della banda della Magliana e al film Romanzo criminale. Inoltre, in quegli anni si è dedicato anche al teatro. Tempi ormai passati. “Ad agosto – spiega Er Patata – organizzavo degli aperitivi, il mio nome ancora richiamava clienti. Poi con la chiusura di bar e ristoranti ho perso il lavoro”. Continua dopo la foto


E ancora: “Vivo con il reddito di cittadinanza. Dopo la brutta storia dell’arresto, vorrei ricominciare”. Una brutta storia che aveva raccontato sempre da Barbara D’Urso. “Mi hanno trovato con un po’ di erba. Sai quella disperazione che ti porta a fare un po’ di stupidaggini. Ho pagato con due anni di reclusione: 6 mesi a casa, e gli altri alla casa circondariale di Velletri”. Continua dopo la foto

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Forse tutto ha iniziato a precipitare dopo la morte della compagna Monica Scattini scomparsa 6 anni fa: “È stato un grandissimo amore. Erano passati 17 anni. Ho saputo che non stava tanto bene, l’ho chiamata, ci siamo visti al bar, ci siamo presi un caffè, ma lei non parlava, era un po’ arrabbiata. E poi un nostro amico comune, che mi chiamava tutti i giorni, un giorno mi ha chiamato e ho saputo che lei non c’era più”.

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