“Adesso basta”. Massimo Galli, l’annuncio inaspettato: “Perché non mi vedrete più in televisione”

Da quando è iniziata la pandemia da Covid 19 è uno dei medici maggiormente presenti tv: Massimo Galli è il responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Come tanti suoi colleghi, soprattutto nella prima fase dell’emergenza, i suoi consigli sono stati molti utili per capire cosa stava succedendo e per iniziare a rassicurare i tanti italiani spiazzati rispetto al coronavirus. Col tempo la sua presenza, come quella di tanto suoi colleghi, è diventata praticamente fissa in tv.

Medici e virologi si alternano nei talk show, nelle trasmissioni di approfondimento e spiegano la loro posizione rispetto all’evoluzione della pandemia e all’arrivo dei vaccini che vengono ritenuti lo strumento necessario per tornare alla normalità dopo oltre un anno di emergenza. Massimo Galli è stato ospite de L’Aria Che Tira (durante la puntata di martedì 11 maggio), talk in onda su La7 condotto da Myrta Merlino. E ha fatto un annuncio.


“Basta tv, per almeno 15 giorni ho da lavorare, studiare e fare altro. Ho deciso di togliermi di mezzo per un po’”, ha dichiarato Galli nel corso di un intervento durante il programma. Insomma per lui inizia un periodo di silenzio stampa: “Quello che dovevo dire l’ho detto”, ha aggiunto e ha sottolineato che se non dovessero emergere nei prossimi giorni fatti straordinari in merito all’andamento dell’epidemia se ne starà zitto, non prendendo più parte a trasmissioni tv e non rilasciando più alcuna intervista sui quotidiani.

La sua decisione nasconde un pizzico di amarezza per alcune questioni. “Alcuni signori, presenti inclusi, riescono a elaborare assolute fake news mettendo insieme contrasti che non esistono mettendo insieme affermazioni fasulle”, ha tuonato Galli nel talk di La7, in cui erano presenti anche il direttore del Corriere della Sera e il direttore di Libero, rispettivamente Luciano Fontana e Pietro Senaldi. Galli è stato particolarmente infastidito dall’ennesima domanda relativa al coprifuoco (tema molto dibattutto: c’è chi spinge per spostarlo alle 23 o alle 24 e chi preme per lasciarlo invariato): “Uno dei motivi per cui non voglio più venire a parlare e che non voglio più parlare di quella parola”, ha puntualizzato Galli rispondendo alle domande sull’ipotesi di spostamento del coprifuoco.

Quindi ha ironicamente detto che se si è convinti che il segnale giusto sia quello di veicolare un messaggio ulteriore di “‘liberi tutti’, diciamolo pure”. “Non ho voglia di fare il custode della purezza…”, ha chiosato prima di fare un focus sui numeri della campagna di vaccinazione. Nella fattispecie, ha fatto notare che in Italia sono state somministrate 24,5 milioni di dosi, mentre in Gran Bretagna sono arrivati a 53 milioni di dosi, con quasi 18 milioni di persone totalmente vaccinate. Galli ha sostenuto che, per lui, non è ancora tempo di allentare molto le misure anti Covid.

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