Castello delle cerimonie, la notizia peggiore. Ha fatto scalpore nei giorni scorsi la notizia della confisca del famoso Grand hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate. La struttura ha raggiunto la fama grazie alla serie tv “Il boss delle cerimonie“. Il provvedimento è arrivato, come spiegato anche dal Corriere del Mezzogiorno, al termine di una lunga vicenda giudiziaria per abusi edilizi.
Nonostante la confisca fino a pochi giorni fa era ancora possibile per i futuri sposi fare la prenotazione. In ogni caso molte coppie hanno preferito dare la disdetta, mentre qualcuno ancora spera di poter coronare il suo sogno nella famosa cornice del castello. Ora in tanti si chiedono che fine faranno i 300 lavoratori, compresa la famiglia Polese la cui matrona donna Imma è la figlia di Antonio, il boss delle cerimonie capace di creare un impero.
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Il vertice di Castellammare di Stabbia e le parole del Prefetto
Una settimana fa, in occasione del vertice sulla sicurezza e l’ordine pubblico, il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha parlato del caso dell’hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate: “È un caso chiuso con una vicenda di lottizzazione abusiva accertata dalla magistratura”. Presto la Corte di Cassazione trasmetterà il provvedimento al comune di Sant’Antonio Abate e a quel punto scatterà l’acquisizione al patrimonio pubblico.

Lo stesso Prefetto ha aggiunto: “Il destino della struttura è segnato. Ho incontrato il sindaco e ci rivedremo una volta che avrà a disposizione la sentenza, ma solo per valutare come affrontare il problema occupazionale determinato dalla chiusura”. Il sindaco di Sant’Antonio Abate Ilaria Abagnale, ha scritto su Facebook: “In linea con l’impegno preso nei confronti dei lavoratori, ho richiesto e ottenuto un incontro con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per discutere delle preoccupazioni legate alle vicende della struttura ricettiva ‘La Sonrisa’”.


“Durante l’incontro – scrive ancora la sindaca – ho sottolineato l’importanza di affrontare con urgenza la questione occupazionale dei dipendenti coinvolti, nonostante la sentenza definitiva di confisca emessa dalla Corte di Cassazione, non ancora notificataci, confermi il passaggio della struttura a patrimonio del nostro Comune. Il Prefetto ha mostrato apertura verso la problematica e si è reso disponibile a organizzare un incontro nei prossimi giorni per esplorare le possibili soluzioni”.
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