Sono passati quasi due mesi da quando un grande protagonista del calcio italiano ha scelto di condividere pubblicamente la sua battaglia più dura. Lo ha fatto senza filtri, raccontando di aver scoperto di essere malato e di dover affrontare un tumore. Una confessione arrivata attraverso i social, che ha subito scosso i tifosi e l’intero mondo sportivo. In questi giorni, l’ex bomber ha deciso di aprirsi ancora di più, affidando il suo sfogo e la sua testimonianza a una lunga intervista rilasciata a Il Tirreno. Con parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni, ha parlato di un’esistenza ribaltata da giugno: “Il mio mondo è stravolto”, ha raccontato. Oggi la sua vita è scandita da terapie, operazioni e momenti di fragilità che affronta con coraggio, pur senza nascondere le paure.
Ha spiegato di convivere quotidianamente con difficoltà pesanti: un intervento di stomia per deviare l’intestino e una chemioterapia che procede tra alti e bassi. “Navigo a vista, giorno dopo giorno. Alcuni sono più facili, altri molto più difficili”, ha confessato, sottolineando di non avere timore a mostrare la propria umanità. “Ho paura e non ho nessun problema ad ammetterlo. Magari da fuori mi hanno sempre visto come un guerriero indistruttibile, ma sono un uomo e ho sempre avuto le mie debolezze”.

Igor Protti, tutti con il campione
Il protagonista di questa storia è Igor Protti, simbolo eterno del Livorno e idolo amaranto. La malattia lo ha costretto a una sfida che lui stesso definisce “una partita infame”. Nonostante tutto, non ha smesso di essere vicino alla sua gente. Lo scorso 22 agosto è tornato all’Armando Picchi per assistere all’esordio della squadra in Serie C. “Sono arrivato con la chemioterapia attaccata, ma volevo esserci per ringraziare tutti”, ha raccontato emozionato.

Al suo fianco, quel giorno, c’era anche Cristiano Lucarelli, compagno di mille battaglie calcistiche. Doveva essere l’ex centravanti a dare il calcio d’inizio, ma con un gesto d’affetto ha voluto dividere la scena con lui: “Mi ha detto: ‘Scordatelo, te vieni in mezzo al campo con me sennò la partita non inizia’”. Una dimostrazione di amicizia sincera, di quelle che resistono al tempo e alle difficoltà.

La sua lotta continua, con la consapevolezza che il campo è in salita. “Io giocavo partite che iniziavano 0-0 e potevo guardare in faccia il mio avversario. Qui non lo posso vedere e sono entrato in campo in ritardo, sul 3-0 per lui. Ma le rimonte esistono. Sono qui e ora provo a recuperare questo 3-0”. Parole che racchiudono la forza e la determinazione di chi, ancora una volta, non vuole arrendersi davanti a nulla.


