Era una di quelle giornate in cui sembra che non possa succedere nulla di brutto: il sole, l’acqua invitante, le famiglie sotto l’ombrellone e quel brusio tipico della spiaggia. Poi, all’improvviso, qualcosa cambia. Un movimento insolito tra le onde, qualche urlo, persone che si alzano di scatto. In pochi secondi l’atmosfera si spezza. È accaduto a Mondello, la località balneare di Palermo, nel pomeriggio di venerdì 3 luglio. Tra i bagnanti c’è chi nota una donna in difficoltà in mare e capisce subito che non è un semplice momento di stanchezza o un attimo di panico: la situazione appare grave, tanto da richiamare immediatamente l’attenzione di chi è addetto alla sicurezza.
Secondo quanto ricostruito, i bagnini intervengono tempestivamente e raggiungono la donna in acqua. La riportano a riva mentre intorno si crea un cerchio di persone, tra sguardi increduli e telefoni che si abbassano: qui non c’è niente da riprendere, c’è solo da sperare. Sulla battigia partono subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Viene utilizzato anche il defibrillatore, nel tentativo di strapparla a un malore che, a quel punto, sembra già aver lasciato poco margine. Intanto, tra la sabbia e gli ombrelloni, qualcuno chiama il 118 e altri provano a farsi da parte per lasciare spazio ai soccorsi.

Quando arrivano i sanitari del 118, il quadro è ormai drammatico. Nonostante la rapidità dell’intervento e gli sforzi fatti sulla spiaggia, per la donna non c’è più nulla da fare: viene constatato il decesso. Aveva 74 anni ed era di origini ucraine. In momenti così, anche il mare sembra fermarsi. Chi era lì racconta di un silenzio improvviso, di sguardi persi verso l’acqua e di quella sensazione che resta addosso a lungo, quando una giornata normale si trasforma in tragedia davanti a tutti.
Nello stabilimento balneare intervengono anche i carabinieri e i militari della Guardia Costiera per gli accertamenti di rito. Viene richiesto inoltre l’intervento del medico legale, che esegue l’ispezione cadaverica per chiarire le cause della morte. Gli elementi raccolti, da quanto si apprende, risultano compatibili con il malore accusato in acqua. Resta lo choc di chi ha assistito alla scena e l’amarezza per una vita spezzata in un luogo che, per molti, significa solo vacanza, leggerezza e respiro.


