Succede di nuovo, e sempre nello stesso luogo simbolo della costa sudorientale della Sardegna. Punta Molentis, la splendida spiaggia di Villasimius che a fine luglio è stata devastata da un incendio, torna al centro delle cronache non per le ferite ancora aperte del rogo, ma per l’inciviltà di alcuni turisti che hanno deciso di piazzare teli e ombrelloni sulle dune, ignorando divieti e cartelli di segnalazione.
La denuncia è arrivata attraverso un post pubblicato su Facebook dalle Guardie ambientali Sardegna, che hanno documentato il comportamento di alcuni bagnanti incuranti delle regole. Un gesto che appare ancora più grave se si considera che da un mese l’accesso via terra alla spiaggia è chiuso per motivi di sicurezza e di tutela ambientale: l’unico modo consentito per raggiungere l’area è via mare, con ingressi contingentati. Eppure qualcuno non ha resistito alla tentazione di occupare proprio quelle dune fragili, già compromesse dalle fiamme.

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«Vedere persone piazzare ombrelloni sulle dune di sabbia, nonostante i chiari divieti, è un problema serio che mina gli sforzi per la conservazione dell’ambiente», si legge nel post. Le guardie spiegano che non si tratta di un semplice deposito naturale di sabbia, ma di un ecosistema fondamentale che protegge la costa dall’erosione. «I cartelli di divieto non sono messi per limitare il divertimento, ma per proteggere l’ambiente. Ignorarli non è solo una mancanza di rispetto per le regole, ma un atto che danneggia direttamente un patrimonio naturale che appartiene a tutti».

Parole dure, accompagnate da un’ulteriore accusa alle istituzioni, colpevoli secondo l’associazione di chiudere gli occhi davanti a episodi di questo genere. «È altrettanto irrispettoso da parte delle istituzioni ignorare questi comportamenti soprattutto nei confronti di chi ama il proprio territorio e si batte per la sua salvaguardia», aggiungono le Guardie ambientali. Una presa di posizione che fotografa bene la frustrazione di chi, quotidianamente, tenta di difendere uno dei paesaggi più preziosi della Sardegna.

La scena che si è presentata agli occhi dei volontari è stata desolante: una duna già segnata dall’incendio di luglio, ora occupata da ombrelloni e asciugamani. «Vedere oggi quella duna quasi completamente distrutta oltre ai danni già subiti quest’anno in quella zona fa veramente rabbrividire», prosegue la nota. Non si tratta solo di un danno estetico, ma di un colpo ulteriore a un ecosistema già fragile, che faticherà a rigenerarsi se non verrà tutelato con rigore.
L’episodio ha infine richiesto l’intervento del Corpo Forestale, chiamato dalle stesse Guardie ambientali, che ha provveduto ad allontanare i turisti trasgressori. «Sicuramente non sanno leggere», si conclude amaramente il post, con una stoccata a chi, pur trovandosi davanti a segnali evidenti, sceglie la via più comoda ignorando l’importanza di un luogo che appartiene alla memoria collettiva e che necessita oggi più che mai di rispetto e cura.


