Wenders a Roma con i suoi paesaggi della memoria

Dopo otto anni dalla sua ultima mostra in Italia, ritorna Wim Wenders, uno dei più grandi registi contemporanei, considerato tra i principali esponenti del Nuovo Cinema Tedesco e famoso soprattutto per Lo stato delle cose, Paris, Texas (Palma d’Oro al festival di Cannes nel 1985) e Il cielo sopra Berlino (Palma d’Oro a Cannes nel 1987 per la miglior regia). La mostra Urban Solitude, allestita a Roma presso Fandango Incontro, a cura di Adriana Rispoli, resterà aperta fino al 6 luglio. Sono esposti venticinque scatti realizzati dal regista tedesco: farà da filo conduttore il paesaggio urbano molto caro all’artista, protagonista dei suoi film, che si intreccia con un altro tema, quello della memoria. Un occhio attento sugli scenari urbani quotidiani, accompagnati da testi e haiku composti dallo stesso Wenders, che rendono la fotografia più intima e personalizzata. Le foto di Urban Solitude fanno parte di una serie più ampia, intitolata Places, strange and quite, realizzata dal regista nel 2013 e offrono una personale visione del mondo che cambia.

“Quell’istante era vent’anni fa. L’ultima volta che sono passato in questo posto, era diventato un negozio di souvenir. Difficile adesso trovare tracce di uno di questi fori di proiettile della seconda guerra mondiale a Berlino. Ogni immagine è una capsula del tempo, dopo tutto.”