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“Lo abbiamo trovato lì dentro”. Garlasco, l’annuncio bomba sul dna: “Sette volte”

  • Italia

Il delitto di Garlasco continua a far discutere. La nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’mocidio di Chiara Poggi e gli accertamenti disposti negli ultimi mesi hanno riportato al centro del dibattito numerosi elementi investigativi, alimentando il confronto tra gli esperti incaricati dalle parti e le diverse ricostruzioni della vicenda.

Tra i temi affrontati anche nell’ultima puntata di Quarto Grado, in onda su Rete 4, c’è stato quello delle consulenze genetiche. In studio si sono confrontati il genetista Marzio Capra e Liborio Cataliotti, avvocato di Andrea Sempio, soffermandosi sul significato dei risultati emersi e sul valore che possono avere nell’ambito dell’indagine.

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“Lo abbiamo trovato lì dentro”. Garlasco, l’annuncio bomba sul dna: “Sette volte”

Parlando della perizia svolta nei mesi scorsi sul dna trovato sotto le unghie della vittima. il consulente della famiglia Poggi ha rivelato un particolare inedito e che ha suscitato molto clamore: “Il profilo genetico del cromosoma Y di Sempio è il profilo genetico più comune fra tutti quelli che sono stati analizzati in questa perizia”. Capra ha spiegato quindi a Gianluigi Nuzzi: “Il profilo genetico di Sempio ricorre ben 7 volte nel database europeo, il profilo genetico di Stasi 0 volte. Il profilo genetico di Capra, mio omonimo con il quale non ho nessuna parentela, mi sembra che sia stato visto due volte. Quello di Sempio è il più comune, probabilmente avrà tanti parenti nella zona”.

In studio è intervenuto anche Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, che ha richiamato uno studio pubblicato nel 2016: “Qui si metteva in evidenza che in una piccola comunità in un piccolo paese ci fosse la presenza di più aplotipi identici pur non essendo imparentati. Questo significa che l’analisi biostatistica, specialmente se innestata su dati non replicati, io avevo detto avesse valore 0, questo lo pensa anche la comunità scientifica”.

L’avvocato ha quindi ribadito la linea difensiva sostenuta fin dall’inizio dell’inchiesta. Secondo i legali di Sempio, infatti, quello rinvenuto sotto le unghie della vittima sarebbe DNA da background, cioè materiale genetico depositato in precedenza, frutto di un contatto indiretto e derivante da contatti precedenti.

Il confronto sul significato di questo elemento continua quindi a dividere accusa e difesa. Da una parte le valutazioni espresse dal genetista Marzio Capra sul profilo del cromosoma Y, dall’altra la posizione della difesa di Andrea Sempio, che continua a contestarne il valore probatorio nell’ambito dell’inchiesta.


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