Può bastare una manciata di secondi a cambiare per sempre la vita di una famiglia e di un intero paese. Nelle ultime ore, a Montecorvino Rovella, un silenzio anomalo ha iniziato a serpeggiare tra le mura di una casa che fino a poco prima era solo una delle tante del quartiere. Nessuno poteva immaginare cosa stesse per accadere dietro quella porta chiusa. Prima le urla, forti e improvvise, poi il vuoto. I familiari tentano, chiamano, ma nessuno risponde. L’ansia cresce e si fa strada una paura che diventa quasi palpabile. Quando la preoccupazione si trasforma in vero terrore, si fa l’unica cosa possibile: chiedere aiuto.
>> Giorgia Meloni non parte più, il motivo è serio: cosa sta succedendo
La tensione si taglia con un coltello mentre i parenti, senza notizie, si affidano ai carabinieri. Un gesto istintivo, disperato, nella speranza che tutto si risolva con un semplice malinteso. Ma quando i militari entrano in casa, la realtà si rivela brutale e definitiva.

Sgomento in paese, la fuga e le parole del sindaco
Il corpo di Assunta, per tutti Tina, 47 anni, giace sul pavimento della sua abitazione. Un colpo al cuore per chi la conosceva: una donna, una mamma, una presenza amata nel piccolo centro della provincia di Salerno. Il compagno, dopo l’ultima, drammatica lite, si è dato alla fuga. Gli inquirenti lo stanno cercando senza sosta, mentre la comunità si stringe intorno ai tre figli di Tina, il più grande dei quali ha solo 24 anni.

«Se fosse femminicidio – commenta il sindaco Martino D’Onofrio, visibilmente scosso – condanniamo con forza questa brutalità. Siamo tutti frastornati, non erano mai giunte segnalazioni. Tina era conosciuta e stimata, il dolore è immenso».

Il silenzio, ora, è quello dell’incredulità. Una quiete che pesa su Montecorvino Rovella, mentre tutti aspettano risposte e si stringono nel ricordo di Tina, spezzata da una violenza che nessuno avrebbe mai voluto immaginare.


