Dopo la rivelazione del TG1 del 20 maggio, tutti stanno parlando dell’impronta di Andrea Sempio che sarebbe stata rinvenuta nella villetta della famiglia della vittima. Ora è toccato agli avvocati difensori rompere il silenzio e fare chiarezza sul motivo della presenza di quella presunta traccia sulla scena del crimine.
A parlare sono stati i legali di Andrea Sempio, ovvero Angela Taccia e Massimo Lovati, i quali hanno fornito la loro spiegazione sull’impronta che apparterrebbe al loro assistito. Una versione che ovviamente va in netto contrasto con quanto sostiene la procura e quindi la parte accusatoria.
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Andrea Sempio, perché la sua impronta è in casa: parla la difesa
Gli avvocati di Andrea Sempio hanno dichiarato: “Andrea ha frequentato ogni angolo della casa, tranne la camera da letto dei genitori di Chiara e Marco“. Dunque, lui sarebbe stato anche in taverna, cioè il luogo esatto del ritrovamento del corpo della ragazza e dove ci sarebbe la sua impronta. Quindi, anche nell’area delle scale potrebbe esserci stato in passato.

L’accusa ha individuato un’impronta riguardante il palmo di Andrea Sempio sulla parete destra delle scale che vanno verso la taverna. E dunque è stato specificato che “è logico-fattuale che quell’impronta appartenga all’assassino“. Ed è anche spuntata una parziale variazione di versione da parte del fratello di Chiara.

Marco Poggi avrebbe infatti riferito agli investigatori: “Forse Andrea non frequentava solo la stanza del pc e la sala tv, ma può essere che sia sceso anche in cantina”. E mai prima d’ora avrebbe fatto riferimento a questa ipotesi. Altre impronte trovate sarebbero di un carabiniere, che non aveva utilizzato i guanti, e di Marco Poggi.


