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Garlasco, perché si parla oggi del vigile del fuoco e della mamma di Andrea Sempio: cosa sappiamo

  • Italia

Si arricchisce di nuovi e misteriosi elementi il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane di Garlasco uccisa nel 2007, per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva. Negli ultimi giorni i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno riacceso i riflettori su una figura finora rimasta ai margini dell’inchiesta: un ex vigile del fuoco in pensione, che si chiamerebbe Antonio. Il suo nome sarebbe emerso durante un colloquio con la madre di Andrea Sempio, il giovane amico di Chiara indagato anni fa e poi scagionato. Ma chi è questo Antonio, e quale legame avrebbe con la donna e con le indagini?

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Il colloquio tra i militari e la madre di Sempio si è svolto nei giorni scorsi. La donna, già ascoltata nel 2008 e nel 2017, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, spiegando di sentirsi male. Era accompagnata dall’avvocata del figlio, Angela Taccia, la quale tuttavia – come previsto dalla legge – non ha potuto presenziare all’interrogatorio. Secondo quanto trapelato, durante l’incontro i carabinieri avrebbero posto alcune domande proprio su questo Antonio. Ma restano avvolte nel silenzio le ragioni di questo approfondimento: quale potrebbe essere il legame tra un ex pompiere e la madre di Sempio, e in che modo la sua figura si collegherebbe a uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi due decenni?


Garlasco, chi è il pompiere Antonio

Fonti vicine alla famiglia Sempio fanno sapere che la donna non vedrebbe Antonio da oltre vent’anni. I contatti tra i due si sarebbero limitati a qualche sporadico scambio di auguri durante le festività. L’avvocata Taccia, intervistata da Fanpage.it, ha commentato: “Andrea è molto irritato per come è stata trattata sua madre, già donna visibilmente provata dalla situazione e fragile per il suo stato di salute”. Poi ha aggiunto: “Il nostro assistito ripete di non aver mai sentito il nome di questa terza persona né di averlo mai visto. Pregherei tutti quanti ad essere estremamente cauti anche solo nell’esprimere pubblicamente opinioni personali scevre di qualsivoglia fondamento”.

Nel frattempo, la pista investigativa che riguarda Sempio non sembra, almeno per ora, avere elementi tali da mettere in discussione le sue dichiarazioni passate. A ribadirlo è l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, che ha dichiarato: “Direi che anche questi presunti sviluppi denotano solo una sistematica fuga di notizie rispetto alla attività degli inquirenti che oggettivamente preoccupa”. E ha precisato che l’alibi di Sempio, quel giorno a Vigevano con tanto di biglietto del parcheggio conservato, “non intaccherebbe minimamente la accertata responsabilità di Stasi, il quale, come scritto a chiare lettere nelle sentenze, non solo non ha un alibi ma ha sette gravi elementi a proprio carico”.

Le nuove domande, le figure apparentemente scollegate che riemergono a distanza di anni, il silenzio parziale degli investigatori: tutti questi elementi stanno rendendo ancora più intricato un caso che sembrava ormai chiuso. Resta da capire se l’ex pompiere Antonio sia davvero una figura rilevante o soltanto una traccia secondaria, forse ingigantita dal clamore mediatico. In ogni caso, a 18 anni dal delitto, il nome di Chiara Poggi continua a rappresentare una ferita aperta, e ogni novità viene accolta con una miscela di speranza e scetticismo.


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