“Hanno chiesto la mia disponibilità, e ho detto sì. Quando nella vita si decide di fare il medico, ci si mette in gioco. Ho fatto giuramento. Paura di ammalarmi? Allora è meglio non fare il medico”. Così Giampiero Giron, 85 anni, anestetista veneziano. Il suo messaggio è diventato virale, con decine di migliaia di condivisioni.
La storia del dottor Giron è stata rilanciata anche da Marco Colombo, imprenditore varesino e presidente di Aime Agro Alimentare. “Trecento posti per presidiare il nuovo ospedale alla Fiera – scrive Colombo – e rispondono presente in 8.000. Tra questi c’è il dottor Giampiero Giron. È in pensione, ma oggi ha fatto qualcosa di splendido: ha dato la disponibilità a tornare in trincea. A lottare per salvare vite umane. Ci sono donne e uomini che, a dispetto di età, fatica e sacrificio, non si tirano indietro. E danno l’esempio. Grazie dottor Giron. Grazie per essere un grande uomo. Uno di quei tanti uomini Italiani con la “u” maiuscola”, ha concluso. (Continua a leggere dopo la foto)

Nato l’11 dicembre 1934, laureatosi nel 1961 e medico da oltre mezzo secolo. Ma nonostante l’età non ha alcuna intenzione di appendere il camice bianco al chiodo. A “Mattino Cinque” la storia di Giampiero Giron, 84 anni e storico anestesista veneziano che continua a praticare la sua professione: “C’è una carenza effettiva di medici – racconta Giron – ma io mi alzo e vengo qui tutti i giorni per passione”. (Continua a leggere dopo la foto)
Ma l’assenza di personale è un problema che anche Giron riconosce: “Basta vedere i risultati dei concorsi dove i posti disponibili sono superiori alle domande di accesso”. Ma ciò che spinge a fare ancora questo mestiere è l’entusiasmo: “Mi sento ancora un ventenne. Il segreto è continuare ad essere curiosi”. Professore emerito dell’Università di Padova, è l’anestesista che il 14 novembre del 1985 addormentò Ilario Lazzari, il primo trapiantato di cuore in Italia. A dicembre compirà 86 anni e, nonostante l’età da pensione, anche lui è pronto a tornare in corsia per dare una mano ai medici che ogni giorno lavorano con turni massacranti per salvare più vite possibili. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Un paio di settimane fa mi ha telefonato un primario padovano chiedendomi se, all’occorrenza, la Sanità pubblica potrà contare sulla mia esperienza. Da quel giorno vivo con il telefonino sempre a portata di mano. Possono chiamarmi in qualunque momento – ha detto il dottor Giron – e io, nell’eventualità, sono pronto ad andare. Lo ritengo un dovere: a prescindere dall’età, in questa fase i medici possono fare la differenza. Anche se il mio giuramento di Ippocrate risale ormai a tanto tempo fa, non ha scadenza”.
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