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Coronavirus, il problema dei casi sommersi: “Ogni contagiato noto 10 non censiti”

Sono 6077 le persone morte in Italia nella crisi coronavirus. Il 23 marzo sono stati registrati altri 601 decessi. Lo ha reso noto Angelo Borrelli, capo dipartimento delle Protezione Civile nella conferenza stampa giornaliera. Il totale dei guariti è 7432 (+408), i casi attualmente positivi sono 50418 (+3780): 26522 in isolamento domiciliare, 20692 ricoverati con sintomi e 3204 in terapia intensiva.

Lunedì 23 marzo il secondo è stato il giorno consecutivo in cui il numero di contagiati è sceso, così come il numero delle vittime, ma c’è un un “fenomeno” da tenere in considerazione, in grado di stravolgere i numeri sull’epidemia. Si tratta dei cosiddetti ‘casi sommersi’, cioè quelli che restano a casa o che sono asintomatici. Ne ha parlato Angelo Borrelli in un’intervista rilasciata a Repubblica. (Continua a leggere dopo la foto)


Secondo il capo della Protezione civile per ogni contagio ufficiale, ce ne sono almeno dieci rimasti “invisibili”: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”, ha spiegato Borrelli. E se così fosse basta un rapido calcolo sul dato reale di ieri, oltre 60mila contagi, per parlare dell’ipotesi di 600mila contagi. “Mi sono posto anch’io il problema e ricevo molte mail che mi chiedono di fermarci. Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Se ora ci fermassimo – sottolinea ancora Borrelli – ci accuserebbero di nascondere le cose. E poi eravamo in mano alle singole Regioni, ai numeri degli assessori alla Sanità. Nelle prime settimane è stato il caos. A fatica siamo riusciti a ricondurre i governatori alla ragione, adesso non possiamo fermare questo appuntamento nazionale”. È proprio di queste ore la notizia di 1.800 casi scoperti dai medici di base di Milano nelle ultime 48 ore. Si tratta appunto di casi che sfuggono alle statistiche ufficiali. Il fenomeno era stato confermato anche da Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consigliere del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Che ci sia una circolazione del nuovo coronavirus superiore rispetto al numero dei pazienti positivi confermati è indubbio. La strategia di utilizzo dei tamponi va valutata bene, merita un adeguato approfondimento del comitato tecnico scientifico”, aveva detto Ricciardi dell’Oms all’AdnKronos Salute.

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