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“Non erano soli”. Ciccio e Tore, dopo 18 anni parla la sorella Filomena: “Adesso abbiamo le prove scottanti!”

  • Italia
“Ciccio e Tore non erano soli”. Parla la sorella, 18 anni dopo

Ciccio e Tore non erano soli”. Parla la sorella, 18 anni dopo. Si riapre uno dei casi più inquietanti della cronaca italiana. Qualcuno infatti ricorderà la terribile vicenda dei due fratellini di Gravina di Puglia scomparsi la sera del 5 giugno 2006. I bimbi avevano 13 e 11 anni e scomparvero nel nulla dalla città in cui vivevano con il padre Filippo e furono ritrovati il 25 febbraio 2008, quasi due anni dopo, nella cisterna di un rudere abbandonato nel centro del paese, noto come la “casa delle 100 stanze”.

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A parlare dopo quasi 20 anni è la sorella Filomena Pappalardi. La 34enne vuole la verità e non si arrende: “La riapertura delle indagini nel 2012 per noi fu una grande notizia, ma un anno dopo arrivò l’archiviazione perché, secondo i giudici, gli indizi prodotti non erano sufficienti. Adesso però siamo in possesso di prove scottanti che portano alla verità, siamo pronti a portarle in Procura e ci auguriamo che finalmente giustizia sia fatta”.

“Ciccio e Tore non erano soli”. Parla la sorella, 18 anni dopo


“Ciccio e Tore non erano soli”. Parla la sorella, 18 anni dopo

Il Corriere del Mezzogiorno invece fa sapere: “Adesso, a 16 anni dal ritrovamento e a 18 dalla scomparsa, la madre Rosa Carlucci e la sorella dei fratellini ritengono di avere gli elementi per poter tornare a indagare su quella sera. Cosa è successo veramente, perché Ciccio e Tore erano lì, e con chi? Sono stati spinti in quella cisterna?”.

“Ciccio e Tore non erano soli”. Parla la sorella, 18 anni dopo

E ancora la sorella di Ciccio e Tore: “E se erano in compagnia, perché nessuno ha chiamato i soccorsi, lasciando i due fratellini a un tragico destino? A queste domande Rosa e Filomena, assistite dall’avvocato Giovanni Ladisi e dal consulente Rocco Silletti, credono di avere finalmente trovato delle risposte. E la settimana prossima – anche se se ne parla già da un anno – dovrebbero presentarsi in Procura a Bari per chiedere formalmente la riapertura delle indagini”.

“Ci sono persone che sanno perfettamente cosa è successo, ma hanno taciuto per anni. Voglio che venga fatta giustizia per i miei fratelli”, conclude Filomena. All’epoca l’unico responsabile della morte di Ciccio e Tore sembrava Filippo Pappalardi, indagato, arrestato e infine definitivamente scagionato da ogni accusa. E ora?

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