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Garlasco, Alberto Stasi libero: il gesto prima di uscire dal carcere

Alberto Stasi è uscito dal carcere dopo dieci anni e sei mesi, grazie a un affidamento in prova ai servizi sociali concesso dal Tribunale di Sorveglianza di Milano. La decisione segna l’inizio di una nuova fase del caso Garlasco, che continua a suscitare grande interesse mediatico e attenzione giudiziaria. L’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni e da sempre dichiaratosi innocente, non è stato assolto: formalmente sconta ancora la pena, ma al di fuori della detenzione.


Il rilascio di Stasi avviene in un contesto complesso. La Procura Generale di Milano ha espresso parere favorevole, pur restando l’ufficio competente a valutare la richiesta di revisione del processo avanzata dai legali. La revisione è un percorso eccezionale, riservato a casi in cui emergono nuovi elementi che potrebbero mettere in discussione una condanna definitiva. “Si tratta di uno strumento raro, che richiede prove solide”, spiegano esperti legali, sottolineando la delicatezza della procedura.

A complicare ulteriormente il quadro, la Procura di Pavia ha chiuso l’inchiesta bis sull’omicidio del 13 agosto 2007 individuando Andrea Sempio come responsabile, pur sottolineando che, in assenza di condanna, vale per lui la presunzione di innocenza. La vicenda ha assunto nel tempo grande risonanza mediatica, al punto che il Garante per la privacy ha richiamato alla cautela i media, ricordando il rispetto della presunzione di innocenza e della dignità delle persone coinvolte.

Intanto, Stasi inizia una vita lontana dal carcere: non tornerà a Garlasco, ma si trasferirà in un comune dell’hinterland milanese, continuando a lavorare come responsabile dell’amministrazione, ruolo che svolgeva già durante la semilibertà. Il gesto con cui ha lasciato il penitenziario di Bollate, portando solo i suoi vestiti e donando alcuni beni ad altri detenuti, mostra la volontà di chiudere un capitolo personale, pur lasciando aperta la partita giudiziaria.

Nei prossimi mesi, la difesa punterà alla revisione del processo con l’obiettivo di un’assoluzione completa, mentre la nuova inchiesta di Pavia seguirà il suo corso. Due percorsi paralleli che potrebbero modificare significativamente la storia del caso Garlasco, riportando l’attenzione pubblica e giudiziaria su una vicenda tra le più discusse della cronaca italiana.


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