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Scossone nella politica: indagati assessore regionale e sindaco

Negli ultimi anni la politica italiana è stata più volte attraversata da inchieste giudiziarie che hanno coinvolto amministratori pubblici, assessori e sindaci. Tra le ipotesi di reato che più frequentemente emergono nelle indagini della magistratura figurano concussione, abuso d’ufficio e presunte pressioni esercitate nei confronti di imprenditori o cittadini. Vicende che inevitabilmente finiscono per accendere il dibattito pubblico e alimentare il confronto tra garantismo e necessità di fare piena luce sui fatti.

Anche nelle ultime settimane non sono mancati casi destinati a far discutere. Quando le indagini riguardano figure istituzionali di primo piano, l’attenzione mediatica cresce rapidamente e ogni sviluppo viene seguito con particolare interesse. È in questo contesto che si inserisce una nuova inchiesta aperta dalla Procura, destinata a scuotere gli equilibri di una delle amministrazioni locali più importanti del territorio.


Al centro dell’indagine della Procura di Foggia c’è l’attuale assessora al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, iscritta nel registro degli indagati insieme al sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e a un tecnico comunale. Gli investigatori ipotizzano il reato di concussione, che secondo l’accusa sarebbe stato commesso ai danni dell’imprenditore turistico Alessandro Corso, ex marito dell’assessora e autore della denuncia che ha dato origine all’inchiesta.

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Secondo quanto emerso, i tre indagati, assistiti dagli avvocati Michele Vaira e Alessandro Ciliberti, hanno ricevuto nei giorni scorsi un avviso relativo ad accertamenti tecnici irripetibili. Le verifiche riguardano il telefono dell’assessore comunale Gaetano Antonio Paglialonga, che avrebbe registrato alcune conversazioni senza che gli interlocutori ne fossero a conoscenza. Proprio quei file audio potrebbero rappresentare uno degli elementi centrali dell’attività investigativa.

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Giuseppe Nobiletti, che ha scelto di intervenire per spiegare la propria posizione e quella dell’amministrazione comunale. Il sindaco ha dichiarato di essere fiducioso nell’operato degli inquirenti e ha ribadito la convinzione che “che la correttezza del mio operato e di quello dell’amministrazione sarà compiutamente accertata. La vicenda trae origine da un’ordinaria attività di controllo svolta nei confronti di un operatore economico – ha spiegato il primo cittadino di Vieste che è anche presidente della provincia di Foggia – condotta con gli stessi criteri e con la medesima uniformità applicati a tutti gli altri operatori, e conclusasi con la sola richiesta di adeguamento degli impianti alla normativa comunale. Si tratta di soggetto legato da uno stretto rapporto ad un assessore della mia giunta. Da quel controllo, privo di qualsiasi intento persecutorio e anzi rispettoso della parità di trattamento, è scaturita la denuncia dalla quale è derivato il procedimento”.

L’inchiesta si riferisce a un periodo precedente all’attuale incarico regionale di Graziamaria Starace. I fatti contestati, infatti, riguarderebbero gli anni in cui l’assessora faceva parte della giunta guidata da Nobiletti nel Comune di Vieste, prima della successiva nomina nell’esecutivo regionale presieduto da Antonio Decaro. Un dettaglio temporale che potrebbe assumere rilievo nel corso degli approfondimenti investigativi.

Nobiletti ha inoltre sottolineato la propria disponibilità nei confronti degli organi giudiziari, affermando di nutrire pieno “rispetto e fiducia nel lavoro della magistratura e confermo la più ampia disponibilità a collaborare affinché ogni aspetto sia chiarito nel più breve tempo possibile”. Parallelamente, il sindaco ha preso una posizione molto dura nei confronti dell’assessore Gaetano Antonio Paglialonga, autore delle registrazioni finite all’attenzione degli inquirenti.

Il primo cittadino ha infatti definito “una condotta di estrema gravità” quella attribuita a Paglialonga, “che ha leso in modo irreparabile il rapporto di fiducia che deve necessariamente legare i componenti della maggioranza e della giunta”. Per questo motivo è stata disposta la revoca delle deleghe precedentemente assegnate all’assessore, una decisione che, secondo quanto riferito dallo stesso Nobiletti, sarebbe stata condivisa dall’intera maggioranza amministrativa. “L’amministrazione proseguirà il proprio lavoro con senso di responsabilità e nell’interesse esclusivo della comunità – ha concluso – nella convinzione che la trasparenza e il rispetto delle istituzioni siano il fondamento della nostra azione”.


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