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Andrea Sempio, l’intervento dell’avvocato Taccia: le novità su Garlasco a Mattino Cinque

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Angela Taccia Andrea Sempio colpo di scena

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, le indagini registrano una svolta che cambia profondamente lo scenario. Dopo quanto accaduto nelle ultime ore, con la richiesta di interrogatorio per Andrea Sempio, la Procura di Pavia rivede dinamiche e responsabilità dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Un nuovo capitolo che riapre interrogativi mai sopiti.

La novità più rilevante riguarda proprio il ruolo di Sempio, oggi unico indagato, al posto del condannato definitivo Alberto Stasi. Dopo la richiesta di convocazione fissata per il 6 maggio, torna in primo piano anche la strategia difensiva, con l’intervento della sua legale, Angela Taccia, che segue da vicino gli sviluppi di un’inchiesta che continua a evolversi. Poco fa un annuncio a Mattino Cinque.

Leggi anche: “Dove e perché Sempio ha ucciso Chiara Poggi”. Garlasco, la svolta: accuse pesantissime


Andrea Sempio, l’intervento dell’avvocato Taccia: le novità su Garlasco a Mattino Cinque

“Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva tenendo conto che per la seconda volta, dall’inizio dell’inchiesta, viene convocato Sempio, ma senza che gli atti delle indagini siano stati depositati”, ha affermato l’avvocata Angela Taccia, che insieme al collega Liborio Cataliotti difende Andrea Sempio. L’indagato, già convocato nel 2025, potrebbe anche decidere di non rispondere alle domande.

Secondo la Procura, la ricostruzione dell’omicidio sarebbe particolarmente violenta. Dopo una colluttazione iniziale, la vittima sarebbe stata colpita ripetutamente alla testa con un corpo contundente, poi trascinata verso la cantina e nuovamente aggredita mentre tentava di reagire. Una sequenza di violenza che si sarebbe conclusa con ulteriori colpi anche quando la giovane era ormai priva di sensi.

Nel documento si parla di almeno dodici lesioni tra cranio e volto, inflitte con estrema brutalità. Gli inquirenti ipotizzano un movente legato al rifiuto di un approccio, definendo l’azione aggravata dalla crudeltà e da motivi abietti. Una versione che, se confermata, riscriverebbe completamente uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi decenni.


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