Mangiare fuori che passione. Certo, per molti e in diversi casi è una necessità, ma lo si fa molto più spesso per piacere. E mai come in questo momento siamo tutti un po’ grandi intenditori del gusto, considerando che televisione e stampa ci “massacrano” con programmi e servizi di ogni tipo su come, quando e perché preparare un piatto invece di un altro. Gli italiani sono molto divisi sul punto: resistono i “tradizionalisti” del palato, quelli che vanno a pranzo o cena fuori e non si allontanano dai “fondamentali”, ma sono sempre di più quelli che preferiscono andare oltre, sperimentare “cose nuove”, talvolta scegliendo contaminazioni sempre più figlie dell’apertura delle frontiere (e delle menti). Ma che si tratti di economici punti ristoro con quattro tavoli, trattorie alla terza generazione o ristoranti “stellati”, c’è qualcosa che consigliano di non dimenticare mai. E cioè ci sono alcune cose che, quale che sia il locale in cui siamo, vanno evitate. Starne alla larga, insomma. (continua dopo la foto)

A dirlo non sono le nonne (che comunque ne sanno una più del diavolo e non temono chef con più stellette di Eisenhower), ma Anthony Bourdain, chef americano celebre anche per essere stato giudice in tv a Top Chef. E proprio lui ha confidato al Daily Mail cinque dritte per non rovinare un pranzo o una cena fuori. Cioè cinque piatti da non ordinare mai. E, pare di capire, questo vale ovunque. Insomma, non è il dove ma il cosa. Non ordinate mai i cinque piatti che seguono, parola di top chef. (continua dopo la foto)

I fuori menù
Questo può essere un modo per dimostrare a camerieri e commensali che ve ne intendete. Di sicuro, però, chiedere modifiche ai piatti in menù o, peggio, pretenderne di nuovi realizzati al momento potrebbe irritare parecchio lo staff, dallo chef alla brigata fino, appunto, al cameriere. E una cucina nervosa, suggerisce Bourdain, non è mai una buona cucina.
Il pesce il lunedì
La maggioranza dei ristoranti ordina il pesce di giovedì, quindi mangiarlo a inizio settimana non è propriamente garanzia di freschezza nel piatto.
La carne ben cotta
Molte cucine hanno da parte tagli di carne più dura per i clienti che preferiscono la carne ben cotta a quella al sangue. Un trucchetto per risparmiare tempo cuocendo più rapidamente la carne contando sulla sua durezza.
L’intramontabile hamburger
Chi vi propone hamburger della prelibata carne Wagyu probabilmente vi sta fregando oppure è molto, molto generoso. Questo tipo di carne è tra i più cari del mondo e i ristoratori che la servono tendono a ridurre le porzioni, per ovvi motivi. Anche per questo offrirla come hamburger risulta un controsenso.
Uova Benedict
Questo è un piatto tipico dei ristoranti con cucina internazionale, che ormai vanno forte anche in Italia. Sotto accusa è la salsa olandese a base di burro e uova, due alimenti rapidamente deperibili se non mantenuti alla corretta temperatura e per un tempo eccessivo. Se non vi fidate ciecamente del caro vecchio oste, è meglio evitare.


