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“Cosa le hanno fatto in carcere”. Flotilla, la denuncia su Greta Thunberg dopo l’arresto in Israele

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greta thunberg costretta baciare bandiera israele

Flotilla, sconcertante retroscena su Greta Thunberg. Mentre arrivano aggiornamenti sulle condizioni degli italiani bloccati in Israele – stanno bene, ma sono “provati” dalle condizioni di detenzione – c’è una rivelazione che riguarda l’attivista svedese. La 22enne ha denunciato all’ambasciata svedese in Israele le gravi condizioni di detenzione subite dopo l’arresto durante il blocco della Global Sumud Flotilla.

A riportarlo è il Guardian, che ha visionato una mail del ministero degli Esteri svedese inviata a persone vicine alla giovane. Nella comunicazione, si descrive una situazione estremamente difficile per la ventiduenne, detenuta in una cella infestata da cimici e con scorte di cibo e acqua insufficienti. Nel frattempo una parte degli italiani fermati dagli israeliani sono tornati a casa.

>>> “Gli italiani bloccati in Israele”. Flotilla, l’annuncio del ministro Antonio Tajani

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Cosa ha rivelato Greta Thunberg sulle condizioni di detenzione in Israele

Un funzionario dell’ambasciata che ha potuto incontrarla in carcere ha riferito: “Mi ha parlato della disidratazione. Le sono state date quantità insufficienti di acqua e cibo. Ha anche dichiarato di aver sviluppato un’eruzione cutanea che sospetta sia stata causata dalle cimici dei letti. Ha parlato di trattamenti duri e ha detto di essere rimasta seduta per lunghi periodi su superfici dure”.

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Nella stessa mail si aggiunge un altro dettaglio inquietante. “Un’altra detenuta avrebbe riferito a un’altra ambasciata di averla vista costretta a tenere bandiere mentre venivano scattate foto. Si chiedeva se fossero state distribuite sue immagini”. L’episodio, se confermato, rafforzerebbe la tesi di un trattamento volto a colpire l’attivista anche dal punto di vista simbolico.

Alle parole del funzionario si sommano le dichiarazioni del giornalista turco Ersin Celik, rientrato in patria dopo essere stato tra i 37 attivisti rimpatriati insieme a 136 volontari, tra cui 26 italiani. Ai microfoni della Cnn turca, Celik ha affermato: “Greta Thunberg è stata bendata e costretta a baciare la bandiera israeliana“.

Il giornalista ha poi aggiunto ulteriori dettagli sul presunto trattamento riservato all’attivista: “Nonostante sia poco più di una bambina, Greta è stata presa di mira dagli israeliani. È stata bendata, ammanettata, trascinata e costretta a baciare la bandiera israeliana”, ha denunciato, sostenendo che il gesto fosse legato alla sua visibilità internazionale e alle sue posizioni critiche nei confronti del governo israeliano.

Al momento non sono giunte conferme ufficiali da parte delle autorità israeliane, ma la denuncia solleva interrogativi sulle condizioni dei detenuti internazionali legati alla Flotilla e sul rispetto dei diritti umani. La Svezia, intanto, avrebbe avviato ulteriori verifiche per chiarire quanto accaduto e assicurarsi che all’attivista vengano garantite assistenza e tutela diplomatica.

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