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Travaglio umilia l’ospite di Otto e Mezzo, imbarazzo glaciale davanti a Lilli Gruber

È finito in un durissimo scontro verbale, con toni ben oltre la soglia della dialettica televisiva, il confronto andato in onda a Otto e mezzo su La7 tra Marco Travaglio e Beppe Severgnini. Il tema, come spesso accade nel talk condotto da Lilli Gruber, era la guerra in Ucraina e le sue implicazioni politiche e geopolitiche. Ma questa volta la discussione è rapidamente degenerata, fino a trasformarsi in un vero e proprio botta e risposta carico di accuse personali, interruzioni e sarcasmo.

L’atmosfera si è fatta incandescente fin dai primi minuti, quando il direttore del Fatto quotidiano ha preso la parola per criticare la gestione occidentale del conflitto. “Dobbiamo essere preoccupati almeno quanto lo è Zelensky, che infatti rendendosi conto dello stato in cui versa il suo Paese sta implorando l’Occidente affinché fermi Putin”, ha esordito Travaglio, con il tono di chi non intende concedere nulla al suo interlocutore.


Ucraina, Travaglio contro Severgnini: “Hai studiato la storia su Topolino”

Poi ha proseguito, tracciando un parallelo provocatorio: “Il problema è che Putin non è Netanyahu, non è un alleato o un vassallo di Trump a cui dare gli ordini. Putin è il capo di una grande potenza, dello Stato e dell’arsenale nucleare più grandi del mondo. Non lo fermi facendo la faccia feroce o mandando qualche Patriot o qualche Tomahawk all’Ucraina, ammesso che glieli mandino”.

Mentre Lilli Gruber cercava di mantenere i toni entro i limiti del confronto civile, Travaglio ha affondato ulteriormente il colpo, rivolgendosi direttamente a Severgnini: “Non è vero niente che l’Europa ha aiutato l’Ucraina, se l’avessimo aiutata a negoziare a Istanbul quando Putin non chiedeva un centimetro di terra ma semplicemente il rispetto degli accordi di Minsk, cioè l’autonomia del Donbass, la rinuncia alla Nato e la parziale demilitarizzazione, noi avremmo salvato l’Ucraina integra invece l’abbiamo condannata a morte”.

A quel punto il clima in studio è esploso. Severgnini, visibilmente infastidito, ha cercato di ribattere punto per punto alle accuse, difendendo la posizione europea e occidentale. Ma Travaglio ha insistito, parlando di un “suicidio assistito di un popolo e di un Paese” da parte di Bruxelles e Washington, aggiungendo: “Qualcuno ne dovrà pagare le conseguenze”. Il giornalista del Corriere della Sera, a sua volta, ha reagito con durezza: “Io credo che l’Europa abbia fatto il possibile, invece. Tu Marco e tantissimi continuate a dimenticare che gli ucraini all’inizio si sono difesi da soli se no questo qua prendeva Kiev e andava oltre”.

È stato in quel momento che la discussione ha superato ogni argine. Travaglio ha sbottato: “Da soli? Da soli? Ma lo sai che l’esercito gliel’ha messo in piedi la Nato dal 2014? Ma cosa dici? Hai studiato la storia su Topolino?”. La battuta, accolta con gelo in studio, ha suscitato la reazione indignata di Severgnini, mentre la conduttrice tentava invano di riportare l’ordine e di passare a un altro tema.

Il confronto, conclusosi tra sguardi taglienti e microfoni incrociati, ha lasciato un clima pesante e una lunga scia di commenti sui social, dove il pubblico si è diviso come sempre tra chi difende Travaglio per il suo realismo “fuori dal coro” e chi accusa il direttore del Fatto di trasformare ogni discussione in una rissa ideologica. Un’altra puntata di Otto e mezzo destinata a far discutere ancora a lungo, e non solo per le idee espresse, ma per la tensione palpabile che ha attraversato lo studio di La7.


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